La sveglia di Confindustria al Pd: «Non servono i migranti che stanno alle stazioni, ma quelli che vogliono lavorare»
Un elemento di chiarezza contro la propaganda immigrazionista: al mercato del lavoro italiano non serve immigrazione purché sia, ma immigrazione regolare e qualificata. A portarlo è stata la vicepresidente di Confindustria, Lucia Aleotti, intervenendo in una sede in cui il messaggio assume un valore particolare di monito: la riunione dei riformisti Pd a Prato.
Confindustria: «Non servono i migranti che stanno alle stazioni, ma chi vuole lavorare»
«Confindustria viene spesso tirata per la giacchetta per dire che serve immigrazione, non bastano i lavoratori italiani», ma «all’impresa – ha avvertito Aleotti durante il suo videocollegamento – non servono quelli che stanno dintorno alle stazioni, ma chi vuole lavorare» e integrarsi. «Dobbiamo parlare del tipo di risorse umane» necessario per la crescita, ha aggiunto Aleotti.
Dal decreto Flussi al Piano Mattei: l’impegno del governo per l’immigrazione regolare e qualificata
Le dichiarazioni di Aleotti sono state accolta da un applauso della platea dei riformisti dem, sebbene siano perfettamente in linea con le politiche del centrodestra e del governo, che fin dall’inizio del mandato stanno lavorando per tradurre in leggi e azione la propria visione, sintetizzata anche nel programma elettorale dove si parla di «contrasto all’immigrazione irregolare, gestione ordinata dei flussi legali di immigrazione» e «inclusione sociale e lavorativa degli immigrati regolari». Temi sui quali il governo procede in parallelo, come dimostrano da un lato la stretta sugli arrivi irregolari e dall’altro l’impegno per favorire quelli regolari, tanto con azioni interne – per esempio il nuovo decreto Flussi – quanto con una prospettiva strategica – che si ritrova nel Piano Mattei, sia con gli accordi di cooperazione contro i trafficanti sia con quelli per la formazione nei Paesi di provenienza.
L’applauso ipocrita del Pd
Iniziative contrastate o bollate come inefficaci da quello stesso Pd che a Prato applaude le parole della vicepresidente di Confindustria. O, almeno, anche da quella parte di Pd che a Prato applaude le parole della vicepresidente di Confindustria. Mentre i riformisti sono riuniti lì, infatti, l’ala schleiniana del partito si trova a Montepulciano e non è detto che avrebbe accolto con lo stesso calore quella notazione.