Soumahoro, spunta la prima moglie: quegli “sposi multirazziali” raccontati come un fotoromanzo

2 Dic 2022 11:58 - di Valter Delle Donne
prima moglie Soumahoro

Il caso Soumahoro si trasforma in una vera e propria telenovela: ora spunta anche una prima moglie, Dafne Malvasi, bionda poetessa pugliese che il parlamentare ivoriano aveva sposato 14 anni fa, a Napoli, con tanto di articoli zuccherosi su Corriere della Sera e Repubblica.

Repubblica scrisse: “Sposi multirazziali contro l’intolleranza dei napoletani”

«Si sono conosciuti nel 2004, alla mensa dell’università. Lui di colore, lei bionda come la protagonista di un vecchio ma sempre efficace film che è di rigore citare in questi casi: “Indovina chi viene a cena”. Ma le opposizioni alla loro unione, Aboubakar e Dafne non le hanno trovate in famiglia…»: era l’incipit del petaloso articolo datato 10 marzo 2008 su Repubblica, dedicato alle romantiche nozze di Aboubakar Soumahoro con la prima moglie Dafne Malvasi, celebrato a Pianura addirittura dall’allora sindaco di Napoli Rosa Russo Jervolino. «Abou e Dafne, sposi multirazziali contro l’intolleranza di Pianura», titolava il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari. «Ci siamo conosciuti il 14 luglio 2004 alla mensa universitaria», aveva raccontato la sposina, laureata in lingue con una tesi sull’ America Latina.

Oggi la prima moglie di Soumahoro si rifiuta di commentare

Su Soumahoro si sprecavano le frasi da fotoromanzo: «Abou, che era venuto dalla Costa d’ Avorio per studiare in Italia, aveva pure scherzato sulla data: «È stata la presa della Bastiglia. Io rimasi incantato». E ancora, scriveva la giornalista di Repubblica: «Aboubakar Soumahoro come leader della comunità africana difende i loro diritti, è coordinatore nazionale per la questione immigrati. L’ impegno di discutere con le autorità per trovare una soluzione alle convivenze difficili è quotidiano. Ma c’è chi giura che un sorriso radioso come quello con il quale Abou è andato a sposarsi, non gliel’aveva visto mai».  

Quattordici anni dopo, la “sposina innamorata” non deve essere rimasta in rapporti idilliaci con il deputato con gli stivali. Non una parola in difesa di “Abou” sui social, nonostante i suoi tanti interventi da femminista militante. Teoricamente, dovrebbe essere la prima a farlo, dato che è impegnata nelle stesse battaglie politiche condivise dal suo ex marito. Invece, a precisa domanda risponde con insofferenti “no comment”. Nessuna risposta, neppure ai giornali che l’hanno interpellata. Silenzio assoluto: non tutti i fotoromanzi hanno il lieto fine.

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