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La Lega chiede quattro ministeri tra cui il Viminale. Salvini assicura: non ci saranno beghe e litigi

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Il consiglio federale della Lega “ha ascoltato la relazione del segretario Matteo Salvini e gli ha confermato pieno mandato per proseguire i lavori con gli alleati per dare all’Italia un governo politico e all’altezza delle aspettative”. Lo rende noto la Lega alla fine del consiglio federale.

Consiglio federale della Lega: le priorità

“Nel corso della riunione – si apprende – sono state approvate all’unanimità le priorità del partito: stop al caro bollette, estensione e rafforzamento della flat tax, sicurezza da riportare nelle città, via libera ai cantieri, taglio della burocrazia, valorizzazione di settori strategici come l’agricoltura, la pesca e il turismo”.

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La Lega: chiudere la stagione dei tecnici

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Nel corso della riunione sono stati “ipotizzati gli scenari futuri, ribadito l’ottimo lavoro della Lega di governo, ricordata la necessità di riportare al centro ‘la buona politica’ chiudendo così la stagione dei tecnici

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“. Un messaggio chiaro sui desiderata leghisti rispetto al prossimo governo.

Giorgetti: Salvini candidato naturale per il Viminale

Salvini ha ricordato che la Lega ha donne e uomini di valore “che possono ricoprire incarichi di grande responsabilità” e alla fine ha confermato di avere “idee chiare” sul da farsi e sulla squadra da portare al governo. I ministeri che la Lega chiede sono Viminale, poi ministero Agricoltura, quello delle Infrastrutture e gli Affari regionali e riforme. Una lista da sottoporre a Giorgia Meloni con l’aggiunta della richiesta più significativa: Salvini al ministero degli Interni. “E’ il candidato naturale per quel posto”, ha commentato non a caso Giancarlo Giorgetti lasciando il consiglio federale.

E in un video, a conclusione della riunione, Salvini rassicura: siamo “pronti a un governo di centrodestra finalmente scelto dagli italiani, un governo politico che lavorerà per 5 anni senza beghe e litigi come a sinistra si augurerebbero”.

 

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