Fiducia, Monti si astiene: “Condivido molte linee programmatiche del governo. Ma aspetto i fatti”

26 Ott 2022 17:21 - di Redazione

Il campione dei governi tecnici, Mario Monti, guarda con interesse e dimostra un certo feeling con l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni, che più politico non si potrebbe. Ne condivide molte linee  programmatiche, ha detto il senatore a vita nell’aula di Palazzo Madama annunciando l’astensione sulla fiducia. “Alcune sono molto diverse, a volte antitetiche, rispetto a quelle che alcuni di voi professavano in passato. Spesso demonizzando chi aveva le idee più simili a quelle che voi avete oggi. Di questi evoluzioni mi rallegro. Ma avrò bisogno di venire convinto dai fatti. Ecco perché oggi sulla fiducia al governo Meloni mi asterrò. E valuterò in seguito i singoli provvedimenti nella speranza di trovare più convergenze che divergenze”.

Fiducia, Monti: mi astengo e aspetto di venire convinto dai fatti

Un’importante apertura di credito da parte dell’ex premier alla guida di Palazzo Chigi tra il 2011 e il 2013. La sua è una posizione di attesa, ha fatto capire prendendo la parole nel   dibattito sulle comunicazioni premier, Giorgia Meloni. Insomma  aspetta di essere convinto dai fatti. Nei difficili giorni della preparazione del  governo, quando sulla stampa impazzava il toto ministri, l’ex premier aveva speso parole di stima verso la premier in pectore, ‘una vera leader’. Non certo casuale il riferimento montiano al presidenzialismo, la riforma delle riforme per Fratelli d’Italia,  anche se non rientra nelle immediate priorità del governo alle prese con l’emergenza energetica e le ricadute economiche della guerra russo-ucraina. “Il presidenzialismo si comincia ad attuarlo dove già la Costituzione lo richiede, in capo al presidente del Consiglio”, ha detto citando l’articolo 95 della Costituzione. “I vicepresidenti del Consiglio, i leader dei partiti della maggioranza hanno dei ruoli fondamentali – ha aggiunto l’ex premier- possono e devono contribuire alla formazione della politica generale del Governo. Ma solo il presidente la dirige, ne è responsabile e ne mantiene l’unità di indirizzo”.

 

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