Rino Gaetano alla festa FdI: nessuno protestò per gli spot a Pd, banche e discount (video)

27 Set 2022 15:53 - di Valter Delle Donne
Rino Gaetano

Rino Gaetano non si tocca, gridano a sinistra, dopo che Giorgia Meloni (eppure sono parecchi anni che fa da colonna sonora alle manifestazioni di Fratelli d’Italia) ha salutato la vittoria elettorale sulle note di “Ma il cielo è sempre più blu” e di “A mano a mano” (brano scritto e portato al successo da Riccardo Cocciante, ma questa è un’altra storia).

La signora Anna Gaetano, sorella del cantautore morto 41 anni fa, ha protestato vibratamente. Ancora più infastidito il figlio di Anna, Alessandro Gaetano, cantante di una band che esegue cover, neanche a dirlo, di Rino Gaetano. Alessandro, pur non avendo mai conosciuto personalmente “zio Rino”, è arci-convinto di sapere come avrebbe reagito l’illustre parente.

In un’intervista a “Repubblica” ha tuonato contro la Meloni. «Con mia madre Anna, la sorella di Rino, abbiamo detto decine di volte, anche nei giorni e negli anni passati, che non gradiamo questo tipo di iniziative e ce ne allontaniamo: preferiamo che la politica non se ne appropri». Un’alzata di scudi analoga a quella avvenuta nel 2018, quando la Lega usò un’altra canzone di Rino Gaetano “Nuntereggae più”, sempre per una iniziativa politica.

Parlano da eredi legittimi. E da eredi hanno piena facoltà di concedere i diritti a chi vogliono loro. Ad esempio, in passato, hanno concesso il brano a una banca molto importante. Voi sapevate che Rino Gaetano era un grande estimatore di banche e banchieri? Noi no. Ma se lo hanno deciso gli eredi, evidentemente zio Rino avrebbe apprezzato.

Proprio “Ma il cielo è sempre più blu”, lo stesso che non possono ascoltare al comitato elettorale di FdI, era stato usato dal Monte dei Paschi di Siena. Sì, proprio la banca del Pd, quella degli “scandali”, la banca che oggi associamo anche alla misteriosa morte di Davide Rossi. Quello spot aveva invaso le case italiane, prima che arrivassero il crack e le conseguenze giudiziarie.

Tuttavia, per legge, solo gli eredi sanno quali sono i valori che rispecchiano al meglio l’artista. Hanno ad esempio concesso la possibilità di associare la canzone “Ma il cielo è sempre più blu” anche ai supermercati Lidl. Il noto marchio di discount tedesco con diecimila supermercati in tutta Europa ha inondato le tv italiane con uno spot tormentone. Ancora girano in Rete le “reclame” sulla “sedia da giardino a 69 euro”. Quanto sarà coerente tutto questo con lo spirito, i valori e la musica di Rino Gaetano? Agli eredi va bene così. E per la legge deve stare bene a tutti.

Tuttavia, a sostegno di Giorgia Meloni e, conseguentemente di quel 26% di italiani che l’hanno votata, c’è una considerazione che forse la signora Anna e suo figlio Alessandro farebbero bene a tenere presente, prima di indignarsi. Un ragionamento che riguarda l’immaginario collettivo e la memoria del nostro Paese. Un patrimonio sicuramente non circoscrivibile ai diritti d’autore. Un ragionamento descritto mirabilmente in queste parole.

«Rino Gaetano continua a fiorire ovunque, anche se lui non c’è più, e questo perché la sua figura, la sua musica sono ancora profondamente parte dell’immaginario collettivo e della memoria del nostro Paese. La sua musica suona ancora come un manifesto di geniale protesta, perché Rino non si erge mai a censore, giudice o moralizzatore: egli racconta il mondo attraverso i suoi desideri e la sua ironia, la sua voglia di liberazione da ansie individuali e ingiustizie sociali, i suoi sogni, le sue illusioni d’artista». Lo ha scritto Walter Veltroni.

Proprio l’allora candidato premier del Partito democratico, nel 2007, quando i Ds diventarono Pd, chiuse il comizio con una canzone di Rino Gaetano. Quella canzone era: “Ma il cielo è sempre più blu”. In quel caso, nessuno degli eredi Gaetano protestò contro la “politica” che se ne appropriava.

 

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