Il Papa saluta il Canada: «Sono venuto come pellegrino, con le mie limitate capacità fisiche»

29 Lug 2022 17:27 - di Redazione
Papa

«Sono venuto in Canada come amico per incontrarvi, per vedere, ascoltare, imparare e apprezzare come vivono le popolazioni indigene di questo Paese». Prima di partire per il Circolo polare artico alla volta di Iqualit, nell’arcivescovado di Quebec il Papa ha incontrato una delegazione di indigeni vittima di ogni tipo di abusi anche da parte dei cattolici. Nel pronunciare un nuovo mea culpa, il Pontefice ha accennato anche alle sue condizioni fisiche. «Sono venuto come fratello – ha ricordato -, a scoprire in prima persona i frutti buoni e cattivi prodotti dai membri della famiglia cattolica locale nel corso degli anni. Sono venuto in spirito penitenziale, per esprimervi il dolore che porto nel cuore per il male che non pochi cattolici vi hanno arrecato appoggiando politiche oppressive e ingiuste nei vostri riguardi.

«Verità per la vera riconciliazione con gli indigeni»

«Sono venuto come pellegrino, con le mie limitate possibilità fisiche – ha aggiunto –, per muovere ulteriori passi in avanti con voi e per voi. Perché si prosegua nella ricerca della verità, perché si progredisca nel promuovere percorsi di guarigione e di riconciliazioneLa vastità di questa terra – ha detto ancora il Papa – fa pensare alla lunghezza del percorso di guarigione e riconciliazione che stiamo affrontando insieme. In effetti, la frase che ci ha accompagnato da marzo, da quando i delegati indigeni mi hanno fatto visita a Roma, e che caratterizza la mia visita qui tra di voi, è Camminare Insieme». Bergoglio l’ha ripetuta in inglese («walking together» e in francese («marcher ensemble»).

Il Papa domani a Roma

Papa Bergoglio, che domani tornerà a Roma, ha confidato ai nativi, di sentirsi «molto arricchito» da questo viaggio. «Perché porto nel cuore – ha spiegato – il tesoro impareggiabile fatto di persone e di popolazioni che mi hanno segnato. Davvero posso dire che, mentre vi ho fatto visita, sono state le realtà indigene di questa terra a visitare il mio animo. Mi sono entrate dentro e mi accompagneranno sempre. Oso dire, se me lo permettete, che ora, in un certo senso, mi sento anch’io parte della vostra famiglia, e ne sono onorato».

 

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