Myanmar alza il tiro contro i dissidenti: pena di morte per un collega di Aung San Suu Kyi e per un attivista

3 Giu 2022 15:55 - di Mia Fenice
Myanmar

La giunta militare del Myanmar ha approvato la condanna a morte emessa da un tribunale locale nei confronti di un ex membro del partito della deposta presidente Aung San Suu Kyi, la National League for Democracy, e di un noto attivista per la democrazia.

Myanmar, chi sono i due condannati

Si tratta dell’ex deputato Ko Phyo Zeya Thaw e dell’attivista Ko Jimmy, entrambi critici rispetto alla giunta militare ed entrambi riconosciuti colpevoli di ”terrorismo”. Ko Jimmy, noto anche come Kyaw Min Yu, ha 53 anni ed è un ex membro di spicco dell’88 Generation Student Group. «La direzione carceraria deciderà ora dove eseguire le condanne a morte», ha detto una fonte giudiziaria. I due sono stati arrestati a fine dello scorso anno e sono stati condannati con l’accusa di aver organizzato la resistenza armata a Yangon.

Primi dissidenti politici a essere giustiziati

Ko Phyo Zeya Thaw e Ko Jimmy rischiano di essere i primi dissidenti politici a essere giustiziati da quando il leader studentesco di etnia cinese Salai Tin Maung Oo è stato impiccato dal regime di Ne Win nella prigione di Insein di Yangon nel 1976.

«È come versare benzina sul fuoco»

Come riporta France 24 e l’Apf, per Phil Robertson, vicedirettore di Human Rights Watch la decisione della giunta di «andare verso l’esecuzione di due importanti leader politici sarà come versare benzina sul fuoco della resistenza antimilitare popolare nel Paese». «Una tale mossa porterà anche alla condanna globale e consoliderà la reputazione della giunta come uno dei peggiori tra i peggiori violatori dei diritti umani in Asia».

Le accuse

Phyo Zeya Thaw, riporta ancora France24,  era stato accusato di aver orchestrato diversi attacchi alle forze del regime, tra cui un attacco con armi da fuoco a un treno di pendolari a Yangon ad agosto, in cui furono uccisi cinque poliziotti.

È stato eletto al Parlamento in rappresentanza dell’NLD di Aung San Suu Kyi nelle elezioni del 2015, che hanno inaugurato la transizione al governo civile.

Aung San Suu Kyi le condanne

A dicembre dello scorso anno la giunta militare del Myanmar ha deciso di concedere ad Aung San Suu Kyi una “grazia parziale” riducendo a due anni la condanna a quattro anni inflitta alla leader di fatto del governo deposto l’1 febbraio 2021 per “incitamento contro le forze armate” e “violazione della Legge sui disastri naturali” (le norme anti-Covid). Ad aprile Aung San Suu Kyi è stata condannata a cinque anni di carcere per corruzione da un tribunale controllato dalla giunta militare al potere in Myanmar.

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