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Mps, l’amico di David Rossi: “Mi disse che voleva raccontare ai magistrati lo scenario politico di Siena”

Aveva timore di essere ascoltato in ufficio, David Rossi. Era stanco del suo lavoro, assente. E prima di morire pensava di andare a parlare con i magistrati per ricostruire lo “scenario politico” di Siena.

Così disse al suo amico, il giornalista David Taddei, che oggi è stato ascoltato in audizione davanti alla Commissione parlamentare di inchiesta sulla morte dell’ex-capo della Comunicazione di Mps, dove ha ripercorso l’amicizia nata con Rossi 30 anni fa, quando si conobbero nella redazione del ‘Cittadino‘, e poi proseguita fondando insieme a un altro socio, nel ’96, l’agenzia Freelance.

Cosi Taddei ricorda quei giorni precedenti la morte del suo amico David Rossi, ritrovato in un vicolo sottostante la finestra del suo ufficio di Rocca Salimbeni, sede centrale di Mps.

“Leggo che è in corso una perquisizione a casa sua e, come facevamo sempre cercando il lato ironico delle cose, provo a mandargli un messaggio: ‘Dove devo venire a portarti le arance? E lui mi risponde: ‘Non scherzare su questa cosa‘.”.

“Per me – ricorda ora Taddei – era l‘indizio che qualcosa non andava bene, decido di lasciar passare un po’ di tempo, lo richiamo varie volte e cerco di andarlo a trovare. Decidiamo alla fine di vederci, l’incontro fu il giovedì mattina della settimana precedente alla morte“, rammenta il giornalista.

Taddei ricorda che Rossi gli chiese: “‘Dove ci vediamo?’, gli risposi: ‘Verrò a trovarti in ufficio’ e lui mi ha detto: ‘Ma sai, se in ufficio poi ci ascoltano? Io gli ho detto: ‘Tanto non abbiamo niente di strano da dirci, se non te la senti andiamo a prendere un caffe..”.

“‘Eh anche peggio – ha risposto Rossi secondo quanto riferisce Taddei – poi sai, mezza frase presa fuori dal contesto e uno può pensare chissà cosa”.

“Il nostro incontro – aggiunge Taddei – comincia passeggiando per i corridoi della banca, poi lo convinco a tornare in ufficio e, mettendosi a parlare, trovo una persona che quasi non sembrava lui. E’ sempre stata una persona corretta, educata, non alzava mai la voce, ma sempre molto determinata”. Invece quel giorno, ricorda l’amico, era “quasi un po’ assente.

“Mi diceva – continua Taddei – ‘Mi vorrei far cambiare ruolo

perché così il lavoro è troppo faticoso‘, addirittura mi diceva: ‘Mi piacerebbe andare a lavorare la terra‘, perché la famiglia ha una casetta nel Chianti“.

“Poi – sottolinea TaddeiDavid mi disse che voleva andare a parlare con i magistrati e gli chiesi: ‘Per dire cosa?'”. Mi rispose: ‘Ho lavorato con tutti, posso ricostruire lo scenario politico di Siena‘, gli dissi: ‘David, ma lo scenario politico di Siena lo sanno da soli non è che lo devi ricostruire tu. Poi fai te, a me sembrerebbe quasi una cosa sospetta che uno si propone, dopo una perquisizione, di andare a parlare”.

Taddei ha anche spiegato cos’è il cosìddetto “gruppo della birreria” la cui esistenza è emersa nel corso delle audizioni.

“Ho visto nascere il ‘gruppo della birreria‘ perché nasce di fatto per appoggiare la candidatura a sindaco di Ceccuzzi (ex-sindaco del Partito Democratico di Siena ndr): è un’area progressista, indipendente. E nasce vicina a Mussari, è un gruppo legato a Mussari“, rivela Taddei.

“Si tratta di “persone di successo, che fanno carriera e pensano di contare in città

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– racconta Taddei – Personalmente ho sempre sconsigliato a Ceccuzzi di farsi appoggiare da questo gruppo non perché chissà cosa facesse, ma perché considerato ondivago, adatto a tutte le stagioni”.

Sul gruppo l’amico di David Rossi  ha osservato: “Persone in carriera sì, che facessero qualcosa di male penso di no”.

“Non credo che potesse essere a conoscenza di chissà quale segreto – dice Taddei parlando del suo amico David Rossi. – “Non credo che sia possibile immaginare un omicidio legato a chissà quali segreti sapesse David. Non è che chi fa il sindaco o il presidente di banche parla con l’addetto stampa liberamente: c’è sempre il retropensiero che noi parliamo con i giornalisti“.

Taddei ha anche affrontato in audizione la questione dei festini che si sarebbero svolti a Siena e ai quali avrebbero partecipato personaggi della politica, delle istituzioni, magistrati e imprenditori.: “Ho sentito parlare di feste, di festini no”.

“Di sicuro” Taddei non immagina che Rossi possa aver partecipato a festini: “Può essere andato a riprendere qualcuno” ma immaginarlo in questi scenari no: “Non sopportava la vicinanza fisica, non dava mai la mano, non andava nemmeno in piscina perché erano posti, secondo lui, poco igienici“.

“Se devo immaginare che possa avere avuto un esito diverso dal suicidio devo immaginare che qualcuno, come è stato rappresentato, ha chiesto conto a lui e David a parole era terribilmente caustico, quindi possa essere nato un diverbio che ha portato a questa conclusione drammatica – conclude Taddei – Lo trovo difficile da credere e improbabile, ma non lo posso escludere perché le indagini non ci consentono di dire in modo univoco come è andata”.

La Commissione di inchiesta sulla morte di David Rossi ha deciso oggi che tornerà a Siena per svolgere, probabilmente nei giorni 12 e 13 settembre, un esperimento giudiziale e  ricostruire così la dinamica degli eventi che si sono succeduti subito dopo la morte del manager con il loro preciso orario.

“Nel corso delle audizioni ci sono state delle contraddizioni continue su orari di arrivo e di interventi. Contraddizioni talvolta eclatanti, che appaiono inspiegabili”, ha spiegato all’Adnkronos il presidente della Commissione, Pierantonio Zanetti.

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