“L’ho girata e colpita senza guardare”: la versione della mamma della piccola Elena non convince i magistrati

martedì 21 Giugno 11:11 - di Davide Ventola
piccola Elena

La piccola Elena, “vittima di una morte violenta particolarmente cruenta e anche lenta è stata uccisa da una donna che in tutte le fasi dell’omicidio deve essere stata necessariamente nel pieno delle sue facoltà trovandosi in condizioni fisiche e psichiche idonee all’agire”. Così il gip di Catania, Daniela Monaco Crea, tra le pagine, 15, dell’ordinanza cautelare in carcere emessa nei confronti della 23enne per l’omicidio premeditato aggravato e l’occultamento di cadavere della figlia di 5 anni. Stralci del provvedimento sono riportati dal ‘Corriere della sera’ e da ’La Sicilia’.

Martina Patti, “nonostante il tentativo di lasciar credere di avere agito senza una piena consapevolezza – scrive il gip- è una donna lucida e calcolatrice e se non arrestata potrebbe darsi alla fuga”. “Ho portato Elena in questo campo – sottolinea la donna al gip- e le ho fatto del male e non ricordo altro e di avere una cosa lunga tipo un coltello, non ricordo dove l’ho preso, non so perché ce l’avevo”. E sul momento in cui colpisce la donna dice “Non ricordo bene, perché ero girata e non volevo guardare”.

La piccola Elena uccisa con “piena consapevolezza”

Nell’ordinanza ci sono i diversi “non ricordo” pronunciati dalla donna: “non ricordo cosa sia passato nella mia mente quando ho colpito mia figlia, anzi posso dire che non mi è passato nessun pensiero, come se in quel momento fossi una persona diversa”, “non ricordo la reazione della bambina mentre la colpivo, forse era ferma, ma ho un ricordo molto annebbiato”, “non ricordo di aver sotterrato la bambina, ma sicuramente sono stata io”.

Saranno gli esami dei Ris di Messina sugli abiti trovati in casa di Martina Patti a chiarire alcuni punti ancora oscuri nel delitto. I rilievi sono stati eseguiti sabato pomeriggio nell’abitazione della donna. Intanto, la Procura di Catania ha precisato che le tracce di sangue sono “da riporto” e che quindi “si può con certezza escludere che l’omicidio sia avvenuto a casa”. Qualche dettaglio è emerso dall’autopsia, eseguita all’ospedale Cannizzaro: la bimba è stata assassinata con più di 11 coltellate, poco meno di una ventina parrebbe, una delle quali letale che ne ha causato la morte non immediata. L’arma del delitto non è stato ancora trovata, nonostante le ricerche dei carabinieri della Sezione investigazioni scientifiche (Sis) e del Comando provinciale di Catania e del Ris di Messina che hanno battuto a fondo il campo incolto di via Turati in cui la madre ha fatto trovare il cadavere di Elena e la sua abitazione.

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