Parata del 9 maggio: da Putin nessun annuncio, solo i soliti sproloqui contro Nato e «criminali nazisti» (video)

9 Mag 2022 11:06 - di Federica Parbuoni
putin parata

Alle 10 in punto i rintocchi della Torre Spasskaja, la torre dell’Orologio del Cremlino, hanno dato il via alla parata militare del 9 maggio, quel Giorno della Vittoria, mai così al centro dell’attenzione internazionale come oggi. Dal discorso di Vladimir Putin si attendeva un qualche segnale di svolta rispetto alla guerra in Ucraina: l’auspicato, ma improbabile annuncio della fine dell’aggressione o l’assai più quotato proclama di ufficializzazione dell’«operazione militare speciale» come guerra. Nessuno dei due è arrivato e il presidente russo si è limitato a riproporre gli argomenti più volte offerti fin qui alla propaganda: dalla necessità di combattere i «criminali nazisti» alle accuse alla Nato e all’Occidente, il tutto in una chiave volta a galvanizzare tanto i militari al fronte quanto l’opinione pubblica interna.

Salta l’esibizione della flotta aerea

In una Mosca addobbata a festa con le insegne dell’Urss, hanno così sfilato le milizie russe in una pompa un po’ meno magna del solito. Che i reparti sarebbero stati ridimensionati nel numero è informazione nota da tempo e giustificata da Mosca con la necessità di sobrietà per il momento attuale. In più ci si è messo il meteo – così ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov – che ha costretto a cancellare la parte area della parata militare, dopo giorni di esercitazioni in cui la flotta si era esercitata sulla capitale per dare vita a una formazione a Z. Mantenute, invece, le aspettative sulle testate nucleari, con i due enormi missili SS-18, meglio noti come Satan, che hanno aperto il corteo.

Il discorso di Putin alla parata del 9 maggio

Putin nel suo discorso alla parata ha più volte creato un parallelo tra i soldati morti durante la Seconda Guerra mondiale e quelli morti in queste settimane in Ucraina o, più precisamente, nel Donbass. Ha chiesto un minuto di silenzio che ricordasse gli uni e gli altri e, congratulandosi con i «compagni» militari per il 77esimo anniversario della «grande vittoria», ha sottolineato che «anche ora in questi giorni voi combattete per la nostra gente nel Donbass, per la sicurezza della nostra patria e per il futuro». E, ancora, nella narrazione di Putin, i russi nella regione stanno combattendo perché «non ci sia posto nel mondo per i criminali nazisti». «Stanno combattendo sulla loro terra, dove i nostri antenati hanno combattuto il nemico nazista», ha aggiunto, sostenendo tra l’altro che alcuni veterani americani avrebbero voluto partecipare alla parata di Mosca, ma «è stato loro vietato».

La solita propaganda sui «criminali nazisti»

«La Nato e i suoi satelliti hanno puntato sui neonazisti e sui seguaci di Bandera», ha detto ancora Putin, secondo il quale «in Occidente, a quanto pare, hanno deciso di cancellare valori millenari». «Tale degrado morale – ha aggiunto – è diventato la base per ciniche falsificazioni della storia della Seconda guerra mondiale, incitando alla russofobia, elogiando i traditori, deridendo la memoria delle vittime, cancellando il coraggio di coloro che hanno ottenuto la vittoria». È l’altro pilastro della retorica russa intorno all’aggressione all’Ucraina, che Putin ha continuato a declinare in quella chiave vittimista necessaria a dare una copertura all’invasione.

L’attacco alla Nato: «Minacciano i nostri confini»

«I Paesi della Nato non hanno voluto ascoltarci, quando lo scorso dicembre abbiamo proposto di definire un accordo sulla sicurezza. Significa che avevano altri progetti. Avevano preparato apertamente un’altra operazione punitiva nel Donbass, una aggressione nelle nostre terre storiche, inclusa la Crimea, a Kiev si è parlato di ripristinare le armi nucleari. Il blocco Nato ha iniziato a militarizzare i territori vicino ai nostri confini. E questo per noi rappresentava una minaccia inammissibile ai nostri confini», ha detto il presidente russo, continuando a parlare dell’aggressione all’Ucraina come di un’operazione «necessaria e giusta», definendola ora «preventiva» perché «l’Occidente preparava una invasione di nostri territori».

Il richiamo all’«orrore della guerra globale»

«Chi ha vinto la Grande guerra ci ha chiesto di rimanere vigili perché non si ripeta una guerra mondiale. L’orrore di una guerra globale non si deve ripetere», ha quindi chiosato il presidente russo, tornando così, di fatto, a evocare quello spettro.

Commenti

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  • giulio sole 10 Maggio 2022

    A Mosca piazza strapiena, a Kiev passeggiata solitaria in una città deserta. Nelle città ucraine ormai sotto controllo russo manifestazioni di pace e di vittoria, nelle città sotto il controllo ucraino nemmeno un cane. Con tutto rispetto per i cani.

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