Ucraina, Berlusconi rompe il silenzio sulla guerra: «Dalla Russia aggressione inaccettabile»

2 Apr 2022 14:12 - di Redazione
Berlusconi

«Viva Gianfranco, Viva la Democrazia Cristiana, viva l’Ambiente». Silvio Berlusconi non poteva pronunciare parole più gradite all’onorevole Rotondi. Il parlamentare, tra i più strenui e di certo il più irregolare dei suoi sostenitori, è impegnato nel congresso che ha riverniciato di verde ecologista la bianca Balena scudocrociata. Con i lavori della costituente “Verde è Popolare“, com’è consuetudine ormai inveterata, il Cavaliere si è collegato telefonicamente. Ma assolutamente non rituale è il contenuto dell’intervento. Per la prima volta, infatti, l’ex-premier ha detto la sua sulla guerra che infuria nell’Est dell’Europa. «Una crisi – l’ha definita – di fronte alla quale abbiamo un duplice dovere: lavorare per la pace e fare la nostra parte con l’Alleanza atlantica, con l’Occidente, con l’Europa, per porre fine ad un’aggressione militare inaccettabile».

Berlusconi è intervenuto al congresso di Rotondi

Chi dunque confidava in un Cav reticente sulle responsabilità russe per quanto sta accadendo in Ucraina – semmai per inchiodarlo alla sua antica simpatia per Putin – sarà rimasto certamente deluso. La kermesse di Rotondi è stata l’occasione per Berlusconi per ribadire la propria fiducia nel centrodestra. «È la nostra casa naturale. Insieme oggi sosteniamo il governo Draghi, che noi abbiamo voluto e che deve durare fino alla fine della legislatura, per completare il buon lavoro fatto finora e per fronteggiare i disastrosi effetti della crisi ucraina sul mercato dell’energia e delle materie prime».

«Il centrodestra tornerà unito alle elezioni»

Quindi, rivolto, ai verdi-dc di Rotondi ha aggiunto: «Siete parte di quel centro che è essenziale per vincere le elezioni e per avere un centro-destra di governo credibile in Europa e nel mondo». Un concetto, quest’ultimo, sul quale si è significativamente soffermato. «Il centro – ha spiegato – non può essere neutrale fra destra e sinistra, ma è alternativo alla sinistra e distinto dalla destra come lo sono i partiti del Ppe». E così sarà, assicura, alle prossime elezioni politiche, «quando si tornerà alla naturale dialettica fra due schieramenti». A chiudere, un amarcord. «Personalmente – ha ricordato Berlusconi – ho cominciato a “fare politica” da ragazzo, affiggendo i manifesti della Dc di De Gasperi nella campagna elettorale del 1948. Subii per questo anche la prima aggressione da parte di militanti comunisti».

 

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