Svezia catastrofica sul Covid? “Italia peggio con i lockdown di Speranza”, accusa il virologo Silvestri

13 Apr 2022 18:33 - di Lucio Meo

“La strategia della Svezia contro il Covid è stata un “fallimento”. Ad affermarlo uno studio scientifico realizzato a due anni dai primi contagi e pubblicato sulla rivista ‘Humanities & Social Sciences Communications‘ tramite Nature.com. Secondo il rapporto – realizzato da un team di scienziati, giornalisti e medici – la Svezia era ben attrezzata per evitare che la pandemia di Covid-19 diventasse grave. Durante il 2020, tuttavia, il Paese ha registrato tassi di mortalità per virus Sars-CoV-2 dieci volte più elevati rispetto alla vicina Norvegia. Non solo: sarebbe stato accertato che a molte persone anziane è stata somministrata morfina al posto dell’ossigeno, che i bambini sono stati usati per diffondere il virus e che la popolazione svedese è stata tenuta all’oscuro anche delle norme anti contagio più basilari.

La Svezia e i presunti errori dei suoi politici

“Sosteniamo che una metodologia scientifica non sia stata seguita dalle principali autorità in carica – e dai politici responsabili – con narrazioni alternative considerate valide, con conseguenti decisioni politiche arbitrarie”, si legge nello studio, che tra i motivi del fallimento evidenzia il fatto che “nel 2014, l’Agenzia di sanità pubblica è stata fusa con l’Istituto per il controllo delle malattie infettive e la prima decisione rilevante assunta dal nuovo capo, Johan Carlson, è stata quella di licenziare e trasferire i sei professori dell’autorità al Karolinska Institutet, svuotando di fatto l’Agenzia delle necessarie capacità ed esperienza” per affrontare un’emergenza sanitaria come quella del Covid.

La strategia pandemica svedese sembrava mirata a raggiungere un’immunità di gregge naturale e a evitare una chiusura della società. L’Agenzia per la salute pubblica ha etichettato i consigli degli scienziati nazionali e delle autorità internazionali come posizioni estreme, con il risultato che i media e gli organi politici hanno accettato la loro politica”.

Quindi le accuse più pesanti: “Il popolo svedese è stato tenuto all’oscuro di fatti di basilari come la possibilità di trasmissione aerea di SARS-CoV-2, che gli individui asintomatici possono essere contagiosi e che le mascherine proteggono sia chi le indossa che gli altri”. Inoltre “a molte persone anziane è stata somministrata morfina invece dell’ossigeno nonostante le scorte disponibili, ponendo fine alla loro vita”.

“Se la Svezia vuole fare meglio nelle future pandemie – si legge nell’abstract della pubblicazione – il metodo scientifico deve essere ristabilito, anche all’interno dell’Agenzia di sanità pubblica. Probabilmente farebbe una grande differenza se venisse ricreato un Istituto separato e indipendente per il controllo delle malattie infettive. Raccomandiamo che la Svezia avvii un processo autocritico sulla sua cultura politica e sulla mancanza di responsabilità dei decisori per evitare futuri fallimenti, come è accaduto con la pandemia di COVID-19″

Ma Silvestri smaschera lo studio: “Italia molto peggio e con più lockdown

“L’articolo non lo dice: in Svezia 1.809 morti per 1 milione di abitanti, senza mai un lockdown, contro i 2.670 dell’Italia dei super-lockdown, delle scuole chiuse per mesi, dei coprifuoco e delle mascherine all’aperto”. Lo sottolinea Guido Silvestri, virologo dell’Emory University e presiedente del board internazionale di esperti dell’Inmi Spallanzani di Roma, commentando su Facebook lo studio di ‘Nature’ che ha esaminato, bocciandolo, il modello svedese di lotta al Covid.

“Giratela come vi pare, ma con questi numeri sarà dura anche per i più incalliti chiusuristi far passare la narrazione (di comodo) – rimarca – per cui in Svezia c’è stata una catastrofe mentre l’Italia l’ha scampata grazie alla ‘prudenza speranziana'”.

 

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