Orsini arruolato nel M5S. La smentita è solo di facciata, Conte ci sta pensando seriamente

giovedì 21 Aprile 17:21 - di Vittoria Belmonte
Orsini Conte

Avere un Orsini nelle proprie file farebbe molto comodo al M5S di Giuseppe Conte in caduta libera nei sondaggi. Ecco perché si rincorrono le voci di una possibile candidatura del professore anti-Nato nei ranghi post-grillini. Il suo volto, simbolo dell’opposizione al modo di vedere la guerra “imposto” dagli Usa, tornerebbe utile alla strategia di riposizionamento del movimento. Un ritorno alle origini, magari con a fianco l’incediario Di Battista. Orsini ha smentito ma mai dire mai…

Gli umori grillini in Parlamento

Ne scrive Il Giornale che riporta anche i commenti dei deputati 5Stelle. «Potrebbe essere il nuovo De Falco o il nuovo Paragone».  «La smentita era ovvia – spiega al Giornale una fonte di alto livello del M5s – ma la suggestione di un Movimento più “pacifista” e meno ripiegato sulla Nato e sull’europeismo esiste eccome, e potrebbe prendere forma nel lancio di un tandem composto da Orsini e da Alessandro Di Battista».

Conte vuole i voti degli anti-occidentali

Conte punta insomma a pescare i voti degli anti-occidentali, sia a sinistra che a destra. Portando nuova linfa a un partito arrugginito e roso dalle polemiche interne. Un altro segnale che conduce a questa ipotesi è la sua ambiguità nella scelta tra Marine Le Pen e Macron al secondo turno delle presidenziali in Francia.

Tra queste anche l’ipotesi di una mozione per chiedere lo stop di invio di armi all’Ucraina. Anche se un testo per ora non esiste, nel M5S c’è chi, come il senatore Alberto Airola, sta lavorando a una mozione per bloccare il sostegno militare a Kiev. E si fa largo, sia nel M5S che nella Lega, anche la proposta di una cessione del Donbass alla Russia di Putin per ottenere un cessate il fuoco immediato. Ma non mancano voci fermamente contrarie, come quella del senatore pentastellato Primo Di Nicola, il quale invoca un intervento del leader Giuseppe Conte per “mettere ordine” sul fronte della politica estera.

Mozione per lo stop alle armi a Kiev: si invoca l’intervento di Conte

Mozione su stop invio armi e cessione Donbass? “A occhio e croce spero siano solo iniziative personali, per quanto strampalate mi appaiano”, dice Di Nicola, interpellato dall’Adnkronos. “Sono iniziative”, sottolinea il parlamentare, “che non tengono conto dei diritti di un popolo in armi”.

Per il senatore M5S Gianluca Ferrara, capogruppo in Commissione Esteri, “non spetta a noi decidere se l’Ucraina debba cedere dei territori oppure no, proprio perché la sovranità territoriale è la loro e spetta a loro decidere. Il popolo ucraino”, spiega all’Adnkronos, “ha il legittimo diritto di difendersi dalla brutale aggressione di Putin e sarò chiaro: se fossi ucraino avrei difeso il mio Paese. Ma ora, soprattutto noi europei, dobbiamo porci un limite e capire che superare questo limite significa rischiare il conflitto atomico”.

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