Addio a Catherine Spaak, icona di sensualità e charme che ha sedotto gli italiani con l’eleganza

lunedì 18 Aprile 10:26 - di Priscilla Del Ninno
Catherine Spaak

Si è imposta con garbo e discrezione nel mondo del cinema e della tv, seducendo gli spettatori con charme e sensualità raffinata. E ieri se ne è andata in silenzio, Catherine Spaak: un silenzio che perdurava da almeno un paio di anni, dopo una lunga malattia. Eppure quel riserbo e quella eleganza hanno sempre fatto rumore. E oggi, all’indomani del suo addio, arrivato quando l’attrice belga naturalizzata italiana aveva da poco compiuto 77 anni, grida dolore e rimpianto per chi l’ha amata. Apprezzata. Seguita nell’arco di una lunga carriera che ha omaggiato talento e immagine di una di una donna intensa, che ha fatto di uno strano connubio tra fragilità e forza la sua cifra stilistica.

Addio a Catherine Spaak, diva elegante, fragile e irresistibile

Entrata nell’immaginario culturale in punta di piedi, Catherine Spaak ha detto sommessamente addio alla scena della vita dopo che di lei si erano perse le tracce a seguito di un’emorragia cerebrale che l’aveva colpita due anni fa. Scomparsa ieri a Roma – aveva da poco compiuto i 77 anni – l’attrice era nata il 3 aprile 1945 a Boulogne-Billancourt. Belga di origini. Nata in una famiglia ricca di artisti e uomini politici di spicco (lo zio Paul-Henri è stato più volte primo ministro), la Spaak era arrivata in Italia giovanissima, facendosi notare ad appena 15 anni nel 1960 in Dolci inganni di Alberto Lattuada, nel ruolo di adolescente inquieta. Di una ragazza dalla sensualità acerba, minacciosa e prorompente. La stessa che ritroveremo in molte altre pellicole successive come Diciottenni al sole. E, soprattutto, ne Il sorpasso. La noia. La calda vita. La parmigiana e La voglia matta.

Simbolo di sensualità acerba e charme raffinato

Titoli che hanno affermato con veemenza l’iconica figura di una donna ribelle. Capace di sedurre con un sorriso dietro al quale si celavano fascino, mistero, pericolo e un’arrendevolezza ardua da conquistare. E che, nella vita privata, avrebbe punteggiato un percorso sentimentale inaugurato a soli 18 anni sul set de La voglia matta, dove conobbe il suo primo marito, Fabrizio Capucci, da cui avrà Sabrina, a sua volta attrice di teatro. Una personalità poliedrica e complessa, la sua, all’origine di un talento eclettico che avrebbe segnato una carriera aperta e vissuta su più palcoscenici. E contraddista da 4 matrimoni.

Il successo come cantante. La costante presenza nella commedia all’italiana

L’anno dopo il successo del film di Luciano Salce, nel 1964, Catherine Spaak vince la Targa d’Oro ai David di Donatello. Imponendosi con freschezza ed eleganza matura all’attenzione del Belpaese degli anni Sessanta, che ancheggia con il twist e ride amaramente con la commedia all’italiana. Dove la sua è una presenza costante, grazie a pietre miliari del nostro cinema come L’armata Brancaleone e Adulterio all’italiana. E dove la Spaak si fa anche un nome come cantante, conquistando la vetta delle Hit parade, con alcuni singoli di successo, trainati dalla sua partecipazione ai varietà più famosi dell’epoca. Siamo alla metà degli anni Sessanta, quando per l’attrice arrivano anche i primi contratti da cantante con la Dischi Ricordi. E i 45 giri Mi fai paura (1964). Quelli della mia età (cover di Tous les garçons et les filles di Françoise Hardy),  Noi siamo i giovani

Catherine Spaak dal cinema alla tv

Nel musical televisivo La vedova allegra, diretto da Antonello Falqui incontra Johnny Dorelli. Che sposerà nel 1972 e da cui avrà un figlio, Gabriele, prima della separazione nel 1979. A quell’unione, poi, seguiranno i matrimoni con l’architetto Daniel Rey (dal 1993 al 2010). E con Vladimiro Tuselli, con cui è stata sposata dal 2013 al 2020. Tornando indietro, però, mentre la vita privata si intensifica e alterna vicende e fortune, negli anni Settanta, invece, l’attività cinematografica dell’artista si dirada. Nel 1976 è con Gigi Proietti in Febbre da cavallo. Nel 1989 affianca Monica Vitti nell’ultimo film dell’amica. Mentre accosta a quella televisiva una attività giornalistica, collaborando con il Corriere della Sera, Amica e TV Sorrisi e Canzoni.

L’exploit di Harem, l’esordio nel reality

Dal 1985 al 1988 conduce le prime tre edizioni di Forum all’interno di Buona Domenica su Canale 5. Ma il suo successo televisivo più grande è il talk-show Harem: condotto per 15 edizioni su Rai 3. Un salotto televisivo. Il suo salotto, quello in cui – comodamente sedute su divani damascati, e in un’atmosfera orientaleggiante – Catherine Spaak ha ospitato decine di donne. Ognuna con una storia da raccontare.

Una presenza magnetica

Imprenditrici. Attrici. Manager. Tutte accomunate dal racconto di un universo femminile composito e sfaccettato, a cui la conduttrice ha reso omaggio lontana da facili cliché e sterile generalizzazioni. Esattamente come esulano da qualunque schema e ossequio al reality show le partecipazioni della Spaak a trasmissioni di grido come Ballando con le stelle o L’isola dei famosi. Nessuna delle due esperienze è stata particolarmente incisiva sul fronte agonistico della scaletta: ma questo non ha minimamente interessato nessuno degli spettatori, attirati come una calamita semplicemente dalla presenza magnetica della diva.

 

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