Ucraina: mentre la Germania si difende con i missili, l’Italia s’impantana nei finti veti di Conte

28 Mar 2022 9:00 - di Michele Pezza
Conte

Di qua la minaccia, di là la fiducia. Sembra complicata la partita di Mario Draghi con Giuseppe Conte. Quest’ultimo ha intimato l’alt al governo sul riarmo dell’Italia, altrimenti «ciascuno farà le proprie scelte», mentre l’altro tiene fermo sull’obiettivo di innalzare al 2 per centro il 2024 le spese militari. Lo fa in nome di un vecchio impegno, mai revocato, e tornato prepotentemente d’attualità con la guerra russa ai confini Nato. Tanto prepotentemente che mentre in Italia di discuticchia di crisi di governo, la Germania si dota di un sistema anti-missilistico. Paese che vai, difesa che trovi.

Su quota 2% per il riarmo Conte minaccia la crisi

Ma torniamo a Conte: la sortita del leader (congelato) grillino ha molto a che fare con le tormentate vicende all’interno del MoVimento. Proprio nelle prossime ore  conoscerà l’esito della votazione online sulla leadership, resa necessaria dalla decisione del Tribunale di Napoli di annullare quella precedente. L’ex-premier, in evidente affanno rispetto alle manovre dei suoi detrattori interni, ha pensato bene di trasformare la scontata rielezione in un mandato a regolare conti antichi e nuovi, a cominciare da Luigi Di Maio. Da qui l’annuncio di non volersi accontentare di una maggioranza risicata. Nella consultazione precedente, di voti ne contò 62mila su 67mila: un plebiscito.

E Draghi convoca un summit di maggioranza

La lettura interna della minaccia di far cadere il governo, induce più di un osservatore a non considerarla realistica. A detta di molti, Giuseppi vorrebbe solo riprendere in mano il bandolo della matassa 5Stelle e sostituire il ministro degli Esteri dal ruolo di interlocutore privilegiato di Draghi. Ciò nonostante, la consegna di Palazzo Chigi è di non sottovalutare. Prova ne sia che prima dell’arrivo (domani) del decreto Ucraina alla commissione Esteri del Senato (presieduto dal grillino filo-russo Vito Petrocelli) la maggioranza terrà un summit con il sottosegretario Enzo Amendola, coordinato dal ministro (5Stelle) D’Incà. Vi parteciperanno i capigruppo di maggioranza e i presidenti della commissione Esteri di Camera e Senato. Obiettivo: trovare un accordo prima dei voti sugli ordini del giorno, perché quello sulla fiducia non è in discussione. Come a dire che Conte abbaia, ma non morde.

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