L’esperta: “Putin sta studiando per superare Stalin. E vedere fino a dove può spingersi”

14 Mar 2022 11:56 - di Angelica Orlandi
Putin Stalin

Putin vuole diventare il nuovo Stalin. Forse anche superarlo. A dirlo è Catherine Merridale, una delle grandi esperti di Russia nel Regno Unito. Docente di storia al King’ s College, editorialista di  London Review of Books, Guardian e New Statesman,  è autrice di importanti pubblicazioni sulla Russia edite in Italia dalla Utet. La sua opinione su Putin e la piega che la guerra sta prendendo nell’intervista su Repubblica è molto interessante. “Putin pensa di essere un nuovo Stalin , o almeno una sua versione”. La docente ha scritto uno dei suoi primi saggi proprio sul dittatore rosso, dunque sa di cosa parla quando le chiedono cosa pensi del titolo dell’Economist. Che parla di “stalinizzazione della Russia” per mano di Putin.

L’esperta di Russia: “Putin vuol far passare Stalin come un brav’uomo”

«Di certo li accomuna un’infanzia difficile e la gioventù nei servizi segreti; ma forse ancor più l’aver ereditato un Paese in dissoluzione economica, sociale, ideologica e identitaria. (…) a tempo Putin vuole far passare Stalin come un brav’ uomo: ha soppresso l’associazione che ricordava i suoi crimini, seppellendoli sempre più in profondità. C’è poi un altro parallelo». Nessuno ha il coraggio di dire a Putin la verità. Come avvenne con Stalin. Spiega la Merridale: «Come Stalin, Putin è un leader che si è isolato molto negli anni, e ciò influisce sull’affidabilità delle informazioni che riceve. Se fossi un ufficiale del governo russo, avrei molta paura di ammettere errori o sbagli delle politiche del presidente, perché verrei punito. Dunque, come con Stalin, oggi molti dei suoi non gli dicono che le cose vanno male. E così Putin prende decisioni sbagliate».

“Il patto sociale russo non regge più: i giovani  non vogliono perdere le conquiste”

Un parallelismo che prospetta scenari inquietanti. A cosa può portare? E le proteste – e le repressioni- di questi giorni di cosa sono il sintomo? «Oggi i russi conoscono bene il mondo e viaggiano tanto, nonostante la censura, a differenza del passato. Sinora hanno avuto accesso a Internet e un migliore status economico, cose impossibili con Stalin, ma ora rischiano di perdere queste conquiste. Ciò potrebbe provocare un grande cambiamento». C’è una scollatura evidente- spiega l’analista- tra le generazioni russe. «Le vecchie generazioni provano la nostalgia imperiale che Putin vuole riesumare. I più giovani no. Il “patto sociale” russo è stato cedere libertà in cambio di ricchezza e opportunità. Presto, non ci saranno più nemmeno queste ultime». L’ipotesi che da più parti si evoca, ossia, una sollevazione popolare (o militare) per deporre Putin, è proponibile? Ci sono le condizioni?

Putin come Stalin. Una sollevazione) “Più dall’interno che dall’ esterno”

«La repressione della polizia è sempre più brutale – risponde-. Ma certo, con l’economia a rotoli, la situazione potrebbe diventare sempre più tesa. In ogni modo, penso che i veri pericoli per Putin provengano dall’interno della sua nomenklatura, e non dall’esterno. Ossia, se i suoi fedelissimi lo scaricassero. Nessuno può durare per sempre al potere». Insomma, uno scenario possibile (e auspicabile) anche se non all’ordine del giorno nell’immediato. Sulle condizioni psichiche di Putin tanto si sta scrivendo e ipotizzando: si parla di eccessi d‘ira accentuati dal Covid; si insiste sui  tavoli lunghissimi per gli ospiti, che sembrano fatti a posta per tenere le distanze. L’esperta non si lascia ingannare dalle immagini e racconta:  «Anche Lenin aveva una stanza di “decontaminazione”. Ma il Cremlino è così. È tutto enorme per intimorire gli ospiti, sminuirli, travolgerli. E se devi incontrare il presidente o qualche politico, lo staff ti fa fare la strada più lunga nel palazzo. Per farti stancare». L’obiettivo di Putin in Ucraina è «Vedere fino a dove può spingersi. Per questo è importante fermarlo adesso».

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