Tutti mi vogliono, tutti mi cercano, Renzi gongola ma Brugnaro lo disillude: io guardo a destra

lunedì 7 Febbraio 14:31 - di Lara Rastellino
Renzi

Calato nella parte di grande federatore, Renzi alle prese con le prove tecniche di assemblaggio dei centristi si bea del fatto che, a sua detta, «Italia Viva è tornata centrale. E in questi giorni in tanti guardano a noi con rinnovato interesse. Ma voglio essere esplicito: il nostro futuro non si costruisce in provetta o con operazioni dall’alto». I toni sono quelli del risolutore last minute. Le dichiarazioni quelle tipiche del politico avvezzo a strategie e trattative durante i lavori in corso. E così Matteo Renzi nella enews incalza: «L’area riformista – che qualcuno chiama centro, che qualcuno chiama polo liberal democratico, che qualcuno non chiama proprio perché pensa di poter fare a meno di noi, ironizza l’ex premier gongolandosi nella convinzione del contrario – è un’area che nel Paese c’è già».

Renzi si bea del ruolo di federatore del centro

Aggiungendo Cicero pro domo sua: «Italia Viva c’è stata: non c’è uno che possa smentire la semplice verità per la quale senza la nostra iniziativa politica non avremmo mai avuto Mario Draghi a Palazzo Chigi e Sergio Mattarella al Quirinale». Ma soprattutto, insiste nella sua perorazione, «Italia Viva c’è e ci sarà». Come? «Ne discuteremo il 26 febbraio nella nostra Assemblea Nazionale. In tanti oggi ci cercano, per fare strada insieme, dai gruppi parlamentari nazionali ai progetti condivisi all’estero. Io dico che questo rinnovato interesse è un fatto positivo. Ma che tutto ciò che andremo a fare lo faremo dal basso, macinando chilometri sulla strada col camper, esattamente come dieci anni fa. E partendo dalla risorsa più grande: i nostri amministratori locali, i punti di riferimento sul territorio, le storie di persone che si mettono in gioco ripartendo da zero».

Brugnaro smorza i suoi entusiasmi: no a fughe in avanti verso Renzi

Peccato che, mentre Renzi si bea entusiasta delle manovre di assembramento dei centristi, Luigi Brugnaro prova a riportarlo coi piedi per terra. E al Qn spiega: «Ho fondato Coraggio Italia a casa mia con Marco Marin. Con Berlusconi avevamo parlato di creare un qualcosa che doveva chiamarsi Altra Italia, comunque un soggetto ancorato al centrodestra. E dunque tutte queste fughe in avanti che vedo fare verso il centro, credo che abbiano bisogno di maggiore ponderazione». Non solo. Non pago – aggiunge il sindaco di Venezia – aggiunge anche: «Queste fughe in avanti di Giovanni Toti e di Gaetano Quagliariello verso Matteo Renzi mi sembrano un po’ premature»…

«Ripartiamo dal centrodestra: io da lì provengo e lì intendo restare»

Sottolineando di non aver apprezzato «questo comportamento di alleanze che nascono a cena e poi, casomai, muoiono nell’arco di un mattino. Io faccio della coerenza un punto ineludibile della mia azione politica – rimarca Brugnaro – perché dalla coerenza dobbiamo ripartire. Dunque per me la base politica è e resta il centrodestra. E da lì intendo ripartire. Renzi è senz’altro un interlocutore, ma non mi faccio dettare l’agenda politica da altri». Tanto che specifica: «Io punto ad una federazione di centro che vada da Matteo Salvini ai 5 Stelle. Comunque saldamente ancorata al centrodestra. Perché io da lì provengo e lì intendo restare».

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