Sanremo, “La Rappresentante di Lista” alza il pugno chiuso e si fa criticare pure dall’Anpi

2 Feb 2022 14:00 - di Eleonora Guerra
la rappresentante di lista

L’unico che sembra averla presa con favore è il segretario del Partito della Rifondazione comunista – Sinistra europea, Maurizio Acerbo. Per il resto, il duo “La Rappresentante di Lista”, che ha concluso la propria esibizione a Sanremo alzando il pugno chiuso, ha raccolto critiche trasversali, riuscendo nell’impresa di mettere d’accordo, per esempio, l’Anpi e Marcello Veneziani.

Il segretario del Prc entusiasta: li paragona a Mandela

«Noi che non abbiamo mai smesso di salutare così non possiamo che apprezzare», ha detto Acerbo, per il quale «la vera sinistra, da Sanders a Corbyn, saluta a pugno chiuso, Letta no». «Anche Nelson Mandela quando uscì dal carcere salutò col pugno chiuso il suo popolo in festa», ha aggiunto il leader del Prc, aggiungendo che «il pugno chiuso non è solo simbolo di socialismo e comunismo. È in primo luogo un saluto antifascista».

Pure l’Anpi critica “La Rappresentante di Lista”

Perfino l’Anpi, però, ha criticato la scelta del duo di concludere la sua Ciao Ciao in quel modo. «Il pugno chiuso è un gesto storico, l’occasione mi sembra sprecata. Il pugno chiuso ha un significato storico-politico, quindi ha un significato per il momento in cui è giusto usarlo, comunicare in quel modo lì. Ma collocato in una sede come Sanremo mi sembra fuori posto», ha detto il presidente emerito dell’Anpi, Carlo Smuraglia. «Poi, certo – ha aggiunto – ognuno fa come gli pare, se vogliono salutare in quel modo lì, sono liberi, non è vietato, non è un’usurpazione. Ma ogni cosa ha il suo posto, non è un’occasione politica, e in un’occasione come Sanremo io lascerei perdere, quel saluto non lo farei mai».

Veneziani: «Al “minchiometro” di Sanremo mancava solo quello»

Insomma, con quel gesto, oltre a ottenere il risultato di guadagnare posizioni nei trend di Twitter, i due de “La Rappresentante di Lista” hanno ottenuto anche l’inedito effetto di far trovare dalla stessa parte, almeno sul fatto di criticarli, chi proprio non s’è mai trovato in sintonia. «Sanremo è il “minchiometro” nazionale, è il luogo in cui c’è la rassegna delle minchiate, ci sono tutte quelle previste, politicamente corrette, ma proprio tutte. Mancava solo quella, era giusto che si aggiungesse», ha detto all’Adnkronos Marcello Veneziani. «Ormai tutto è possibile. Non so – ha proseguito – quale sia peggio tra Saviano, Speranza, Sanremo, alla solita tirata sui gay, sui neri e quella del pugno chiuso, che rientra in questa specie di carnevale permanente che viviamo e che si chiama politicamente corretto, che comprende ai suoi estremi anche i nostalgici del pugno chiuso». «Reperti archeologici da tutelare», ha chiosato Veneziani.

L’ironia di Buttafuoco sul conformismo del duo

Anche Pietrangelo Buttafuoco, poi, utilizzando l’ironia, ha ridicolizzato la trovata. «Sto lavorando e qui accanto a me ho il busto di Stalin, mi conforta. Mi auguro – ha detto – che il loro pugno chiuso sia ortodosso alla linea Stalin, in direzione dell’acciaio, quella del “padre dei popoli”». «Se invece sono di sinistra è preoccupante, sarebbe solo un esercizio di conformismo», ha aggiunto il giornalista, rincarando la dose: «Se sono solo di sinistra è triste, fanno una certificazione di fedeltà al conformismo».

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