Vaia: il Covid ha mutato in una variante «sempre più simile a un’influenza». Identikit del paziente Omicron

22 Gen 2022 12:31 - di Redazione
Vaia su Omicron

In giorni di calo della curva dei contagi dopo settimane di preoccupante recrudescenza del virus. Con la notizia della nuova variante in circolazione nel nord Europa: la Omicron 2, gemella diversa e più “cattiva” di quella diffusa in Italia in questo stadio della pandemia, il professor Vaia interviene sul punto e rassicura tutti. E dichiara: «Il virus ha mutato in una fase assolutamente più benigna, in giovani sani assomiglia sempre di più a un’influenza».

Vaia, Covid si trasforma in «malattia lieve, dura dai 5 ai 7 giorni: l’identikit del paziente Omicron»

Poi, entrando nel merito dei dettagli, il direttore sanitario dell’Istituto Spallanzani di Roma, spiega più approfonditamente che: «Il malato Omicron ha una patologia media che non arriva alla gravità. Con una durata dai 5 ai 7 giorni. E quando ha necessità – perché molto anziano o con altre patologie – può essere curato in ambulatorio e fare, se serve, la terapia con gli anticorpi monoclonali». Una rassicurazione su tutti i fronti, quella del professor Francesco Vaia. Il quale, riferendosi alla forma del contagio e illustrandone le possibilità di cura, nel corso di Buongiorno Benessere su Raiuno – programma ideato e condotto da Vira Carbone – propone l’identikit delle persone colpite dalla variante Omicron di Sars-Cov-2.

Vaia: «Dati confortanti, con prevalenza Omicron meno ricoveri e intensive»

«Tutto ciò ci dice che, in questo momento, il virus ha mutato verso una fase assolutamente più benigna. Che colpisce prevalentemente le persone fragili. Mentre nella persona giovane, forte, immunocompetente, assomiglia sempre di più a una patologia simil-influenzale», ha concluso Vaia. Non prima di sottolineare che, nel monitoraggio della situazione pandemica «la novità è che da più di una settimana abbiamo dati abbastanza confortanti. Ma il dato più importante– chiosa l’esperto in tv – è che c’è una prevalenza di Omicron. Una variante che pur essendo molto contagiosa è poco patogenica. Per cui i pazienti, che ormai sono all’80% con questa variante, hanno un’occupazione delle strutture sanitarie prevalentemente ambulatoriale, e non di ricovero ordinario né di terapia intensiva. E questo è un dato molto, molto confortante».

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