Meloni: “Noi compatti su Casellati, è ora di verificare i numeri in aula. Veti incomprensibili”

venerdì 28 Gennaio 11:15 - di Federica Argento
Meloni Casellati

È il momento che si “verifichino i numeri in aula e si ponga fine a questa cosa incomprensibile del non voto e delle schede bianche. Il centrodestra dia un prova di compattezza. L’avessimo fatto prima, la situazione sarebbe già sbloccata ma sono contenta si sia arrivati a questa decisione”. Sono le parole di  Giorgia Meloni al termine del vertice del centrodestra a dare il quadro della decisione emersa sul comportamento in aula alla quinta votazione per il nuovo presidente della Repubblica.

Casellati, Meloni: “Candidatura meno politicizzata e più istituzionale”

La decisione  di puntare  su Elisabetta Casellati, “donna e presidente del Senato” è un’apertura “su una candidatura meno politicizzata e più istituzionale. I veti sarebbero incomprensibili”, afferma la leader di Fdi al termine del vertice del centrodestra. Che stigmatizza come “da sinistra arrivino solo ‘no’: stanno bloccando tutto, hanno problemi interni”. “Non vogliamo spaccare il centrosistra- ribadisce la Meloni rispondendo alle accuse di Enrico Letta giunte in mattinata. “Spero che il nome sia condiviso da tutti”.

Meloni: “Noi compatti su Casellati. Dall’altra parte veti incomprensibili”

“Il centrodestra è compatto. Dall’altra parte non si capisce, non si capisce se hanno un nome”, analizza ancora la Melon con i cronisti. “Dobbiamo stringere i tempi. Questa elezione del Capo dello Stato dimostra che la soluzione migliore resta il voto anticipato. E conferma” come resti necessaria la riforma per “l’elezione diretta del Capo dello Stato”.

Il centrodestra unito punta sulla carta Casellati, dunque: “Presidente del Senato e seconda carica dello Stato. Una donna ma soprattutto una figura istituzionale di alto profilo”, conferma su Twitter Antonio Tajani, Coordinatore nazionale di Forza Italia. Nel frattempo il leader della Lega Matteo Salvini si è rivolto a Giuseppe Conte, Enrico Letta, Matteo Renzi e Roberto Speranza, rivolgendo ai leader del centrosinistra la richiesta di un vertice entro le 11, a Montecitorio. Lo si apprende da fonti leghiste, che ribadiscono la proposta di volere due votazioni oggi alla Camera.

Toti: “La seconda carica dello Stato non è una carica eversiva”

Ci saranno franchi tiratori sulla Casellati, anche nel centrodestra? “Credo che i 450 voti del centrodestra ci sono e sono compatti”, replica Maurizio Lupi, leader di Noi per l’Italia a chi gli chede se si temono franchi tiratori sul voto per la presidente del Senato. ”Per noi la Casellati -sottolinea- è il candidato più forte: questo non è un braccio di ferro, abbiamo solo indicato una strada, mi auguro che la Casellati possa prendere più voti del centrodestra e poi vediamo…”. Prosegue Giovanni Toti il ragionamento: “Vediamo cosa ne pensa il Parlamento, Casellati sa che potrebbero non esserci i voti, come capita in democrazia”. Ma “andare con Casellati, che è la seconda carica dello Stato, non è una cosa eversiva”, conclude il governatore della Liguria.

Il M5s si asterrà

Intanto, fanno sapere fonti pentastellate, il M5S si asterrà sulla quinta votazione. E sul fronte della sinistra non è dato sapere quale sarà la strategia: l’assemblea dei grandi elettori Pd è stata sospesa e aggiornata, mentre i leader di Pd, M5S e Leu sono ancora riuniti. Con un Letta che stamane ha dichiarato: “Un nostro nome? Ne discutiamo”. Nervosismo...

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