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Politica

Dopo l’attacco a Draghi la sinistra scarica D’Alema. Velardi: «Paga il suo narcisismo»

04 gen 2022 di Valerio Falerni

«Si è impiccato a una battuta per piacere a un pubblico che lo stava ascoltando e pendeva dalle sue labbra». Come a dire, parafrasando Lenin, che il narcisismo è la malattia senile del dalemismo. Nella sua intervista al Giornale, Claudio Velardi ricorre alla psicopolitica per spiegare la sorprendente sortita con cui, in una dichiarazione sola, Massimo D’Alema ha attaccato Draghi (e di riflesso Letta), disturbato Bersani, demolito Renzi. Una strage. Eppure – giura Velardi che l’unico ex-premier targato Pci lo conosce bene per essere stato uno dei suoi Lothar al tempo in cui Guido Rossi definiva Palazzo Chigi «l’unica merchant bank in cui non si parla inglese» –  dietro tutto questo non c’è alcuna strategia.

Velardi è stato capo-staff dell’ex-premier a Palazzo Chigi

Tutt’altro: quello segnato dal Baffino della sinistra è solo un clamoroso autogol. Sentite Velardi: «Non volendo, ha dato centralità a Letta, dandogli la possibilità di diventare il regista dell’elezione del prossimo presidente della Repubblica». Giusto o sbagliato, si vedrà. Fatto sta che l’ex-capo staff, oggi giornalista, blogger e presidente della Fondazione Ottimisti e Razionali, boccia parola per parola l’intera dichiarazione del suo ex-principale. Gli dà persino dell’autolesionista, accomunandolo in questi all’odiato Renzi. «Come molti leader – argomenta Velardi – sono entrambi dei narcisi. D’Alema ha fatto quelle uscite per l’altissima considerazione che ha di sé e perché immagina che potrà recuperare grazie alla sua intelligenza politica». Anche qui si vedrà.

La Boschi: «Per i riformisti non c’è spazio nel Pd»

Ma Velardi rappresenta solo una parte, per altro personale, delle reazioni negative innescate dalle parole del Lìder Maximo. Che infatti deve guardarsi soprattutto della contraerea renziana. L’obiettivo di Italia Viva è approfittare del contropelo di D’Alema a Letta per dimostrare che per i riformisti non c’è vita nel Pd. «Sono felice: tutte le volte che D’Alema ci insulta mi ricordo perché abbiamo fatto bene a creare Iv», attacca Maria Elena Boschi intervistata dalla Stampa. «La sua consueta arroganza – conclude la capogruppo alla Camera ha posto un tema vero: quale spazio per i riformisti nel Pd? E dalla risposta a questa domanda dipenderà anche il nostro sistema di alleanze».

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