“Niente voto”: Conte in ginocchio da Draghi per garantire lo stipendio ai suoi parlamentari

martedì 9 Novembre 7:59 - di Lucio Meo
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La tattica di Giuseppe Conte è chiara, anche banale: garantire la conclusione della legislatura con Draghi premier per evitare che le truppe “grillizzate”, che al momento sono maggioranza relativa in Parlamento, vadano a casa e restino senza il “reddito di parlamento”. Ecco perché il leader del M5S, ieri sera, a La7, ha chiarito a Lilli Gruber che lui Draghi lo vuole ancora a Palazzo Chigi e che trova disdicevole l’idea di andare alle urne: “Mi è stato chiesto se avessi preclusioni a Draghi al Quirinale. E ho detto di no ma il nostro sostegno a questo Governo nasce perché il Paese sia messo in protezione e sia attuato efficacemente il Pnrr. Obiettivi che non sono ancora stati raggiunti e la stabilità del governo non può non essere un obiettivo prioritario. Draghi è il punto di equilibrio di un sistema politico. La legislatura deve finire perché l’obiettivo prioritario é la realizzazione del Pnrr per il quale ci siamo strenuamente battuti. Che Draghi rimanga a Palazzo Chigi é la via prioritaria. Draghi non é fungibile”. Che altruista, questo Conte, ospite di ‘Otto e mezzo’.

Conte, Draghi e il pellegrinaggio da Grillo

“Con  Grillo ci siamo sentiti tante altre volte, penso che abbia superato le posizioni di questa estate molto critiche nei miei confronti. Ci confrontiamo spesso. Non è ancora deciso se Grillo scenderà in settimana ma se non scende lui lo andiamo a trovare noi, per presentargli la mia squadra, per stare un po’ assieme di persona e aggiornarlo un po’ su tutti i progetti che vogliamo realizzare”, ha poi annunciato Conte, prima di attaccare Matteo Renzi.

Renzi e gli affari di Benetton

“Renzi? Mi colpisce molto che un senatore prenda soldi da enti pubblici di uno Stato estero, ma lo risolveremo con una legge sul conflitto di interesse. Mi ha colpito poi che un pagamento arrivi da parte di uno dei Benetton proprio mentre noi ci battevamo contro la concessione di Autostrade. Mi chiedo con che stato d’animo Italia viva possa aver approcciato alla cosa”, dice il leader grillino.

“Noi da quando è caduto il Ponte Morandi -ha affermato Conte- ci battevamo, per onorare le 43 vittime e tutelare la sicurezza dei cittadini, per revocare la concessione. Vengo a scoprire che un senatore, leader di una delle forze di maggioranza, che hanno dichiarato che stavamo calpestando lo Stato di diritto, perchè tutelavamo per la prima volta gli interessi dello Stato, prendeva contemporaneamente, nel 2019, quando si sarebbe dovuto pronunciare in Consiglio dei ministri con i suoi ministri, sull’annullamento di quella concessione. Ditemi voi in che stato d’animo Italia viva avrebbe approcciato questa valutazione in Consiglio dei ministri”.

La promessa fatta in tv dall’ex premier

“Ricordo nel 2018 una trasmissione, ‘Matrix’, in cui Renzi si presenta con il suo estratto conto: 15mila euro, questo è il saldo del mio estratto conto, i politici devono mostrare il proprio conto corrente, se si supera questa cifra, testuale, vuol dire che qualcosa non va bene, perchè i politici non devono fare comitati d’affari. Mi sembra che da allora abbia cambiato completamente idea, sia passato dalla parte opposta, il conto è cresciuto, evidentemente è passato a fare affari, e forse non è più un politico. A meno che non abbia cambiato idea, legittimo, lo spiegherà completamente”, ha poi chiuso Conte.

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