Migranti, ora anche il Ppe invoca sicurezza ai confini. Weber: «Sì al muro con la Bielorussia»

mercoledì 10 Novembre 18:09 - di Michele Pezza
Weber

Clamoroso a BruxellesManfred Weber, capogruppo del Ppe nell’Europarlamento vuole il muro antimigranti ai confini con la Bielorussia. Queste le sue parole: «Nessuno vuole staccionate o muri ma se non è tecnicamente possibile proteggere i nostri confini in altro modo, allora l’investimento in strutture fisiche deve essere possibile». Chiaro. Ma ancor di più lo è quanto aggiunge dopo: «A Ceuta e Melilla abbiamo una barriera alta, più alta persino di quella messicana. Non è quello che vogliamo vedere, ma è la realtà di oggi, non dobbiamo essere ingenui. Per questo per il Ppe in situazioni straordinarie, fondi Ue devono essere disponibili per queste attività».

Weber è il capogruppo dei Popolari europei

Prima di lui, sempre nella mini-plenaria dell’Europarlamento, era intervenuto anche l’Alto Rappresentante dell’Ue Josep Borrell. Nel suo intervento ha parlato di un nuovo pacchetto di sanzioni da adottare «contro coloro che contribuiscono alla crisi» in corso al confine tra Bielorussia e Polonia, oltre che alle frontiere con Lituania e Lettonia. «I ministri degli Esteri dell’Ue – ha annunciato – ne parleranno nel Consiglio di lunedì prossimo. La Bielorussia – ha concluso – usa esseri umani come strumenti per fini politici».

«I turchi collaborino»

Ma torniamo a Weber. In ordine alla crisi in corso al confine tra Bielorussia e Polonia, il capogruppo del Ppe ha puntato l’indice anche contro le compagnie aeree, in particolare quella della Turchia. «Se qualcuno, come Turkish Airlines, vuole guadagnare sul territorio Ue – ha avvertito – deve capire che non può partecipare a questo traffico di esseri umani. E probabilmente dobbiamo negare il diritto di atterrare negli aeroporti Ue, se non sono pronti a lavorare in modo collaborativo». Non solo. Anche Facebook è finito nel mirino di Weber, dal momento che – ha ricordato – lo usano i trafficanti per il loro modello di business. «Dobbiamo essere franchi – ha concluso -: questo deve finire».

 

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