Draghi «anche oltre» il 2023 e sì al “patto per la manovra”: le mosse di Berlusconi (pensando al Quirinale)

lunedì 15 Novembre 9:12 - di Viola Longo
berlusconi draghi

Pieno appoggio al governo Draghi e sì alla proposta di un patto per la manovra, che Enrico Letta si è intestato, ma che in realtà ha la primogenitura di Matteo Salvini, che la rivendica. Silvio Berlusconi si gioca le sue carte per il Quirinale, benché, come sottolineato anche dalla figlia Marina qualche giorno fa, lui personalmente non abbia mai avanzato la candidatura. Nel corso di una telefonata a una manifestazione organizzata da Forza Italia in Sicilia, Berlusconi non solo ha ribadito il giudizio positivo sul governo Draghi, ma anche il fatto che il premier deve rimanere dov’è fino al 2023 e magari «anche oltre».

Berlusconi su Draghi: «Avanti fino al 2023 e anche oltre»

«Possiamo essere soddisfatti e orgogliosi – ha detto Berlusconi – del lavoro fatto sostenendo questo governo e incalzandolo con proposte responsabili, costruttive e realizzabili. Siamo convinti – ha aggiunto – che questo lavoro debba andare avanti fino al 2023 e anche oltre, per consolidare questo inizio di ripresa in atto, ancora molto fragile ed esposta a grave rischio». Per Berlusconi, infatti, i risultati del governo Draghi «sono eccellenti, siamo i primi sostenitori di questo governo che ha seguito e continua a seguire molte delle nostre proposte». Poi, «nel 2023 saranno gli italiani a scegliere e a riportare al governo un centrodestra che per vincere e governare deve avere un forte profilo liberale».

La questione della leadership del centrodestra

«Sta a noi – ha detto – lavorare perché questo avvenga in leale collaborazione con gli alleati, che hanno ruolo e funzione diverse dalla nostra». E ancora: «Sta a noi i occupare il centro in uno scenario politico che unisca e aggreghi. L’Italia ha bisogno di essere governata da un centro forte alleato con una destra democratica. Non è questione di leadership, di cui si parla spesso e che produce lacerazioni inutili. Dobbiamo raccogliere idee e progetti da offrire a una opinione pubblica scettica verso la politica».

Berlusconi lascia aperte tutte le possibilità per il Quirinale

Dunque, Berlusconi è tornato a puntellare la sua immagine di federatore, ma non solo per il centrodestra. Un posizionamento che, nell’incertezza totale che regna intorno alla partita del Quirinale, consente al leader di Forza Italia di tenere aperte varie strade. Fra queste anche l’ipotesi, accennata da Libero, che Berlusconi punti a presentarsi per il Quirinale come colui che può coprire i due anni di tempo che separano Draghi tra la fine del mandato di Mattarella e la fine della legislatura. «Confermandosi molto furbo, attraverso le ultime esternazioni il Cavaliere cerca di proporsi come il miglior succedaneo dell’indisponibile Mattarella per un biennio di transizione in attesa che Draghi lo sostituisca al Colle», si legge sul quotidiano diretto da Sallusti, che sottolinea come comunque «non esisterebbe alcun appiglio giuridico per farlo sloggiare prima del settennato».

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