Venezuela, ex-capo 007: «Da Chavez milioni di dollari al M5S». Ma Casaleggio Jr smentisce

mercoledì 20 Ottobre 19:12 - di Redazione
Venezuela

Néstor Kirchner (Argentina), Evo Morales (Bolivia), Lula (Brasile), Fernando Lugo (Paraguay), Ollanta Humala (Perù), Zelaya (Honduras), Gustavo Petro (Colombia), Podemos (Spagna) e M5S in Italia. Tutti questi esponenti e movimenti politici avrebbero beneficiato della “generosità” del Venezuela. Il regime di Caracas li avrebbe finanziati con fiumi di denaro provenienti dalle casse della Petróleos de Venezuela (Pdsva), l’azienda petrolifera di Stato. Tutto questo, mentre il Paese sprofondava nella miseria. Il flusso di denaro da parte del regime di Chavez (e poi di Maduro) continuerebbe ancora oggi. Si tratta, ovviamente, di dichiarazioni tutte da verificare, anche se la fonte è l’ex capo dell’intelligence venezuelana Hugo ‘El Pollo’ Carvajal.

Hugo ‘El Pollo’ Carvajal è l’ex-capo dell’intelligence

E lui la gola profonda del giudice spagnolo Manuel García-Castellón. «Il governo venezuelano – ha dichiarato al  in una lettera pubblicata dal sito Okdiarioha finanziato illegalmente movimenti politici di sinistra nel mondo per almeno meno 15 anni». Carvajal venne arrestato in Spagna nell’aprile del 2019 su un mandato di cattura degli Stati Uniti del 2011 per traffico di droga. Appena concessa l’estradizione richiesta dagli Usa, Carvajal fece perdere le proprie tracce. A marzo dello scorso anno, Washington mise una taglia su di lui offrendo 10 milioni di dollari a chi fornisse informazioni. Poco più di un mese fa, il 9 settembre, la polizia spagnola lo ha arrestato mentre si nascondeva in un appartamento di Madrid.

«Il Venezuela finanziava i comunisti mentre era in miseria»

Un caso che Carvajal afferma di conoscere molto bene, scrive Okdiario, è quello relativo al Movimento fondato da Beppe Grillo. Il nome che Carvajal indica come legame con il M5S è quello dello scomparso Gianroberto Casaleggio. Ammonterebbero a 3,5 milioni di euro «in contanti» i finanziamenti elargiti ai 5Stelle. Soldi che arrivarono in Italia attraverso «una borsa diplomatica». A segnalare il movimento pentastellato, racconta Carvajal «l’addetto militare del Venezuela in Italia», mentre la persona incaricata di inviare i soldi a Casaleggio era «l’allora ministro dell’Interno, Tareck el Aissami». Dichiarazioni – lo sottolineamo ancora una volta – tutte da accertare e che, come riferiremo più avanti hanno già ricevuto secca smentita da Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto.

Casaleggio Jr.: «Documento contraffatto»

El Aissami, ora ministro delle industrie e della produzione nazionale del governo Maduro, è uno dei pezzi grossi del potere chavista. Per la Casa Bianca, El Aissami è la chiave di volta delle operazioni di narcotraffico che alimentano denaro illegale al chavismo. Gli Usa offrono 10 milioni di dollari per la sua cattura. Secondo un file segreto compilato da agenti venezuelani e consultato dal New York Times, El Aissami e i suoi parenti «hanno aiutato militanti di Hezbollah ad infiltrarsi nel Paese». Immediata la smentita di Davide Casaleggio, figlio di Gianroberto. «Mio padre – ha scritto in una nota – non ha mai preso denaro dal governo del Venezuela. Già lo scorso anno si è dimostrato che il documento portato come prova era stato contraffatto con Photoshop».

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