Condanna Lucano, l’allarme di Alemanno: «Così si rischia di criminalizzare la politica»

venerdì 1 Ottobre 18:57 - di Redazione
Alemanno

A sinistra e non solo. La condanna di Mimmo Lucano, già sindaco di Riace e simbolo dell’accoglienza dei migranti, fa storcere il naso anche a destra. Stupisce soprattutto la pesantezza della pena inflittagli, ben al di là della richiesta dell’accusa. «Leggerò le motivazioni di questa sentenza, ma già ora non posso tacere di fronte a una condanna abnorme a 13 anni e 2 mesi», è il primo commento di Gianni Alemanno, dirigente di FdI. Nel suo post su Fb, l’ex-sindaco di Roma non difende tanto (o solo) l’inventore del “modello Riace” quanto l’autonomia della politica. «Ovviamente – precisa, infatti – non ho nulla da spartire con Lucano e il suo immigrazionismo estremo, tantomeno con la sua santificazione fatta da sinistra.

Così Alemanno su Fb

«Ma una condanna di questo genere può nascere solo da un teorema costruito da magistrati che non capiscono le dinamiche della politica, le difficoltà di amministrare, la tensione che si crea quando si cerca di trasformare un’idea politica (giusta o sbagliata che sia) in un’azione di governo». Alemanno parla per esperienza personale. È reduce da una sentenza in Cassazione che lo ha liberato dall’accusa di essere corrotto. Ma quanta sofferenza. È anche per questo che attende di leggere le motivazioni della sentenza. «Tutto questo  – continua- può e deve essere criticato nella lotta politica, ma non può essere criminalizzato con superficialità nelle aule giudiziarie».

«Io ne so qualcosa»

E qui “innesta” il calvario da lui subito. «Io ne so qualcosa con le mie vicende giudiziarie, anche se a me non è certo stata offerta la solidarietà che oggi viene data a Lucano. Ma se si continua a reagire solo quando colpiscono uno della tua parte politica e invece ci si compiace quando tocca a un tuo avversario, questo meccanismo perverso e devastante non sarà mai fermato».  Un messaggio diretto a Salvini che, «proprio mentre sta difendendo il suo collaboratore Morisi dal linciaggio mediatico, non riesce a fare a meno di applaudire alla condanna di Lucano. Il garantismo a senso unico – conclude Alemanno – è solo l’anticamera della propria auto-distruzione».

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