Olimpiadi, chi sono i quattro moschettieri d’oro della staffetta azzurra Jacobs, Tortu, Patta, Desalu

venerdì 6 Agosto 20:50 - di Lucio Meo

Vittoria, a sorpresa, ma fino a un certo punto. Medaglia d’oro per quattro, Jacobs, Tortu, Patta, Desalu, uno per tutti, tutti per uno nella staffetta 4×100 di Tokyo. Il capolavoro di una Olimpiade incredibile per l’atletica italiana e non solo arriva nella notte di Tokyo. I quattro moschettieri azzurri in corsia 8 alle 22.50 si guardano, si scrutano anche a distanza, ognuno dalla sua posizione sull’ovale dello stadio Nazionale. Basta un cenno, Lorenzo Patta, primo staffettista, parte, e da lì non li ferma più nessuno. Perfetto il primo cambio, Jacobs divora i cento metri come il giorno della sua finale Olimpica, passa il testimone a Desalu che lo anticipa e parte, il cambio è perfetto come la seconda curva. Tocca a Tortu, il velocista parte indietro rispetto agli inglesi ma non ce n’è per nessuno, il recupero è strepitoso come il ‘tuffo’ finale (‘mi tuffo sempre, forse ho sbagliato sport’ dice Tortu scherzando) che consegna gli azzurri nell’Olimpo per un solo centesimo ai danni dell’Inghilterra, ancora una volta, dopo il calcio. Jacobs, Tortu, Patta, Desalu: quattro nomi nella storia dello sport nazionale.

(il video della gara)

I moschettieri d’oro piangono di gioia

Jacobs, Tortu, Patta, Desalu, uno per tutti, tutti per l’oro .”It’s coming to Rome di nuovo”, dice sorridendo Tortu dopo la gara. La forza di un gruppo, come quello di Mancini regala all’Italia un’altra gioia, incredibile, immensa, storica. I quattro moschettieri, ‘tutti per uno e uno per tutti’, raggiungono un obiettivo che sembrava impossibile, ma adesso è realtà: campioni olimpici in staffetta. “Prima di entrare in pista, ci siamo guardati negli occhi e abbiamo capito che potevamo fare qualcosa di incredibile”, ha detto Jacobs. E’ medaglia d’oro nella 4×100 metri per gli azzurri a Tokyo con il sensazionale record italiano di 37.50, quasi mezzo secondo in meno del 37.95 da primato in batteria, secondi di sempre in Europa e quinti di ogni epoca al mondo.

E’ gioia e lacrime come quelle di Filippo Tortu a fine gara, è uno sventolare di bandiere, e parte in sottofondo ‘Notti Magiche’. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiama Giovanni Malagò per congratularsi con lui per le imprese degli azzurri, non solo della staffetta, ma per una Olimpiade da record. E il presidente della Federatletica ringrazia anche se “ho perso le parole, cinque ori sono un’impresa epica. Una spedizione di cui vado orgoglioso, si sono migliorati quasi tutti e chi non l’ha fatto è perché aveva problemi fisici”.

“È la mia prima Olimpiade, meglio non poteva andare. Sono felicissimo, al settimo cielo. Ancora non ci credo, devo ringraziare loro tre e tutti gli altri compagni che ci hanno accompagnato in questo percorso”, aggiunge Lorenzo Patta. “Ci abbiamo creduto fino in fondo, è qualcosa di fantastico. Abbiamo fatto un grandissimo lavoro, un percorso lungo ma ora siamo sul tetto del mondo, grazie agli italiani che ci hanno spinto da casa. Grazie per questo sogno che ci stiamo regalando”, sono le parole di Marcell Jacobs.

Jacobs, Tortu, Patta, Desalu: chi sono i super velocisti

LORENZO PATTA

Patta è nato a Oristano il 23 maggio 2000, è allenato da Francesco Garau e corre per le Fiamme Gialle. Ha scoperto le piste soltanto nella primavera del 2016, si legge nella scheda della Fidal, attraverso le gare degli Studenteschi. Fino a quel momento era un calciatore del La Palma Monte Urpinu, nel ruolo di attaccante esterno. Si è rivelato da allievo nella rassegna nazionale indoor del 2017, secondo nei 60 e terzo nei 200 sotto la guida di Valentina Piras, continuando ancora a giocare a calcio.

Poi ha vinto il titolo dei 200 all’aperto. Dal 2018 il suo sport è esclusivamente l’atletica. Tra le sue vittorie si segnalano la doppietta tricolore outdoor tra gli juniores e il notevole 10”37 (+2.3) sui 100 metri, uno dei migliori tempi di sempre al debutto nella categoria. È stato l’ultimo frazionista della 4×100 che nel 2019 agli Europei U20 ha vinto l’argento. Al rientro da problemi muscolari, nel 2020 è sceso a 10”31 sui 100. Nel 2021 un netto progresso all’esordio stagionale con 10”13. Diplomato al liceo scientifico sportivo, vive e si allena a Oristano.

MARCELL JACOBS

Di Jacobs (tesserato dalle Fiamme Oro Padova), secondo frazionista oggi, si è già ampiamente parlato dopo l’incredibile oro nei 100 metri. Il velocista -padre di 3 figli- è nato negli Stati Uniti. La mamma di Jacobs, sposata con un texano, è tornata in Italia quando lo sprinter era ancora bambino. Da ragazzo Jacobs ha praticato prima il basket, seguendo le orme paterne, e il calcio, poi a 10 anni si è lasciato tentare dallo sprint e ha cominciato a frequentare la pista di Desenzano del Garda con il tecnico Gianni Lombardi, storico organizzatore del meeting Multistars. Per mettere a frutto le sue doti di velocità, a partire dal 2011 ha provato il lungo e nel 2013, prima di soffrire per un infortunio al piede, ha migliorato (7.75) un record juniores indoor che resisteva dal 1976. Ha superato gli otto metri con 8.03 in qualificazione agli Assoluti in sala del 2015 a Padova.

A settembre di quell’anno è passato sotto la guida dell’ex iridato indoor del triplo Paolo Camossi andando ad allenarsi a Gorizia. Nel 2016 ai tricolori promesse di Bressanone ha realizzato il salto più lungo di sempre per un italiano con 8.48 ventoso (+2.8), mentre nel 2017 si è inserito al terzo posto nelle liste nazionali all time al coperto con 8.07. Dopo un problema al ginocchio, è tornato nel 2018 come sprinter con 10”08. Dall’autunno 2018 si è trasferito a Roma ed è arrivata la svolta della carriera.

Nel 2019 è rientrato dopo due anni in gara nel lungo (8.05 indoor) ed è sceso a 10”03 sui 100 metri, terzo azzurro di ogni epoca, prima di siglare ai Mondiali di Doha il record italiano con la staffetta 4×100 (38”11). Nel 2021, l’esplosione definitiva. Si è migliorato più volte nei 60 indoor fino al trionfo europeo e poi a maggio ha messo le mani sul record italiano con 9”95 a Savona, diventando il secondo italiano di sempre sotto i 10 secondi prima degli exploit di Tokyo.

‘FAUSTO’ DESALU

Eseosa Fostine Desalu (Fiamme Gialle) è nato a Casalmaggiore (Cremona) il 19 febbraio 1994. La famiglia è di origini nigeriane, ma ‘Fausto’ (questa la traduzione letterale del nome africano e così viene chiamato da tutti) è nato e cresciuto in Italia. Ha acquisito la cittadinanza quando è diventato maggiorenne, nell’inverno 2012. Per un breve periodo ha giocato a calcio, poi nel 2007 è stato coinvolto come atleta dal tecnico Giangiacomo Contini, nell’Interflumina di Casalmaggiore animata da Carlo Stassano. Nel 2011, pur ancora nigeriano, avrebbe stabilito il primato allievi dei 60 ostacoli indoor con 7.86 vincendo i campionati tricolori ad Ancona.

La sua strada era però nella velocità senza barriere e si è rivelato come grande prospetto dei 200 metri. Nel 2016 è diventato il terzo italiano alltime sulla distanza, dietro Pietro Mennea e Andrew Howe, correndo agli Assoluti di Rieti in 20”31, mentre nel 2018 è sceso a 20”13 agli Europei di Berlino, secondo azzurro di sempre. Dall’autunno 2018 si allena a Parma con Sebastian Bacchieri. Appassionato di musica metal, ha suonato la batteria in un gruppo, oltre a essere un amante di cinecomics e anime. Ha abitato a Breda Cisoni, una frazione di Sabbioneta, ma dall’età di 17 anni risiede a Casalmaggiore.

FILIPPO TORTU

Filippo Tortu (Fiamme Gialle) è l’atleta che ha portato l’Italia sul gradino più alto del podio nella staffetta odierna con un’ultima straordinaria frazione. Nato a Milano il 15 giugno 1998, Tortu è stato il primo azzurro ad abbattere il muro dei 10 secondi nei 100 metri, con 9”99 nel 2018 (record poi migliorato da Jacobs). La sua è una famiglia votata all’atletica: il nonno Giacomo correva i 100 in 10”9 nel secondo dopoguerra, il papà Salvino – velocista sardo di Tempio Pausania trapiantato in Lombardia – ha conosciuto i suoi momenti migliori nella carriera giovanile e ha ripreso poi da master di livello internazionale mentre il fratello maggiore, Giacomo, è stato diverse volte nazionale delle varie categorie. Ai Trials per i Giochi olimpici giovanili nel 2014, pur salendo sul podio, Filippo aveva mancato la qualificazione sui 100 metri prima di conquistarla in una delle sue prime uscite della carriera sulla distanza doppia, mentre a Nanchino è caduto sulla linea d’arrivo in batteria procurandosi una doppia frattura a radio e ulna in entrambe le braccia.

Nel 2015 ha realizzato il primato italiano allievi dei 100 metri con 10”33 battendo il 10”49 di Giovanni Grazioli che resisteva dal 1976 e sui 200 in 20”92, sette centesimi in meno rispetto al 20”99 di Andrew Howe nel 2001, con la maglia della Riccardi Milano. Poi uno stop precauzionale per problemi di crescita, ma nel 2016 ha stabilito il record nazionale juniores dei 100 correndo due volte in 10”24 a Savona, meglio del 10”25 che valse a Pierfrancesco Pavoni l’argento europeo nel 1982. Nella rassegna continentale assoluta di Amsterdam 2016 ha sfiorato la finale con 10”19. Sempre nel 2016 è stato secondo nei 100 ai Mondiali under 20 di Bydgoszcz. Nel 2017 altri primati italiani juniores sui 60 indoor (6.64) e sui 100 metri (10”15), il personale sui 200 (quarto azzurro di sempre con 20”34 al Golden Gala), il titolo europeo U20 a Grosseto nei 100 metri e il secondo posto con la 4×100. Nel 2018 a Savona è diventato il secondo italiano di ogni epoca sui 100 con 10”03 a soli due centesimi dal record nazionale di Pietro Mennea, battuto il 22 giugno a Madrid correndo in 9”99.

Ai Mondiali di Doha 2019 ha riportato l’Italia in una finale iridata dei 100 dopo trentadue anni, chiudendo al settimo posto, e nello stesso evento ha contribuito a migliorare il primato nazionale della 4×100 (38”11). Cresciuto a Costa Lambro, una frazione di Carate Brianza, frequentando la pista di Besana Brianza e poi di Giussano. Dall’ottobre 2020 vive e si allena a Milano. Diplomato al liceo scientifico, studia impresa e management alla Luiss di Roma.

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