Murgia oltre il ridicolo, scrive senza mettere maschile e femminile. E a Radio Radicale…

lunedì 23 Agosto 12:33 - di Renato Fratello
Murgia

Flavia Fratello, giornalista di La7 ha trovato quasi impossibile leggere un articolo di Michela Murgia durante la rassegna stampa di Radio Radicale. Il motivo? L’utilizzo da parte della scrittrice della “schwa”. «Quel segno grafico che ci è stato spiegato dovrebbe essere letto come una troncatura della parola, che però dà un’intonazione a metà tra il calabrese e il campano che rende devo dire veramente un po’ complicata la lettura», dice la giornalista.

Murgia “evita la distinzione tra maschile e femminile”

Come scrive Aldo Grasso sul Corriere, «troncature inclusive». Grasso poi racconta: «Durante la rassegna stampa di Radio Radicale, Flavia Fratello, giornalista de La7, ha tentato di leggere un pezzo di Michela Murgia, pur non condividendone i contenuti. Ma il vero problema è stato formale, meglio orale. L’idea di ricorrere alla “e” rovesciata, con cui i glottologi simboleggiavano un suono vocalico indistinto (“schwa” è un nome che proviene dall’ebraico), è il modo con cui Murgia evita la distinzione tra maschile e femminile e soprattutto il ricorso al maschile unificante della nostra tradizione grammaticale».

Alla fine la lettura risulta esilarante proprio per via dei tentativi della giornalista. In diversi momenti, infatti, è costretta a fermarsi e talvolta chiede scusa: «Io veramente faccio fatica».

Grasso: «Il difficile salto dell’inclusività»

Questo particolare segno grafico, spiega sempre Grasso, «non si trova nella tastiera del computer né rientra nei suoni dell’italianoè un artificio. E come tale sarà sottoposto alla dura legge dell’uso. Sono tempi in cui anche la scrittura s’affanna per assecondare la nuova sensibilità collettiva dell’inclusività e gli esiti non sempre sono quelli sperati. La lingua batte, dove il Dante duole».

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *