I parenti delle vittime delle Foibe indignati con Montanari: “Ha detto cose folli e molto offensive”

sabato 28 Agosto 14:45 - di Lucio Meo

Negare le Foibe? Per Tomaso Montanari è un esercizio di democrazia, per altri un’offesa terribile ai morti. “Sono dichiarazioni folli quelle di Montanari: dovrebbe dimettersi per mancanza di onestà intellettuale. Un Rettore deve avere altre caratteristiche”, spiega all’Adnkronos Emanuele Merlino, presidente del Comitato 10 febbraio (dedicato alla tragedia), commentando le dichiarazioni sulle Foibe di Tommaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena. Negare senza dimettersi è lo scandalo nello scandalo, a fronte del genocidio.

Le stragi nelle Foibe e le deliranti parole di Montanari

“Non si può ritenere – afferma Merlino – che il giorno del ricordo delle Foibe sia una strumentalizzazione neofascista fatta per equiparare le vittime delle Foibe con quelle della Shoah. E’ un pensiero totalmente slegato dalla realtà. Ricordare delle vittime non esclude che se ne possano ricordare delle altre. Anche dopo la seconda guerra mondiale vennero perpetrate molte violenze. Il Premier sloveno di recente ha detto che Tito ha ucciso mezzo milione di veri o presunto oppositori e ogni giorno vengono scoperte nuove foibe”.

“Montanari ha un’ideologia comunista, si sente erede della storia comunista, compresa quella che ha commesso efferati crimini. Nessuno di noi ha nostalgie del passato, tanto meno di ideologie totalitarie. Non si può dire la stessa cosa di Montanari”, conclude Merlino.

Il monito dell’Associazione Nazionale Dalmata

“Siamo stupiti e basiti dalle dichiarazioni di Montanari che odorano di revisionismo e negazionismo storico. I suoi discorsi sono provocatori e doppiamente pericolosi per il messaggio che arriva ai giovani. Si dimetta: non può più ricoprire il ruolo di Rettore. Mi auguro che qualcuno faccia qualcosa”. All’Adnkronos parla anche Carla Cace, Presidente dell’Associazione Nazionale Dalmata, commentando le dichiarazioni sulle Foibe di Tommaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena.

“Dal 2004, quando venne approvata la legge del ricordo, c’è stata una presa nazionale – commenta Cace – degli avvenimenti storici: con queste dichiarazioni facciamo passi indietro molto pericolosi. Le affermazioni di Montanari sembrano non voler riconoscere la storia d’Italia e le sue istituzioni. Molti presidenti della Repubblica hanno infatti riconosciuto il silenzio nei confronti di questo genocidio“. “Mi auguro – conclude Cace – che anche a livello istituzionale si sollevino delle voci che si aggiungano alle nostre: ci deve essere un’indignazione nazionale, non solo delle associazioni degli esuli istriano-dalmati, perché la memoria non può che essere condivisa”.

“Montanari chieda scusa sulle Foibe”

“Sono affermazioni politiche e ideologiche quelle di Montanari. Chieda scusa pubblicamente alla popolazione giuliano-dalmata e alle vittime. Si occupi di arte e non di storia”, è il parere – all’Andkronos – di Marino Micich, direttore dell’Archivio-Museo storico di Fiume, commentando le dichiarazioni sulle Foibe di Tommaso Montanari, Rettore dell’Università per Stranieri di Siena.

“Il suo è un revisionismo ideologico tipico del vecchio Pci. C’è purtroppo un ritorno alle vecchie posizioni: la sua è la stessa tesi degli storici jugoslavi di Tito. Io conosco il croato e ho letto molti documenti: hanno la stessa visione. Quando poi dice che il giorno del ricordo delle Foibe è un giorno delle destre sbaglia perché non ricorda che quasi tutto il Parlamento votò la sua approvazione. Solo i Comunisti Italiani di Rizzo e Diliberto e una parte di Rifondazione votò contro. Montanari evidentemente si rifà alla loro ideologia: le sue dichiarazioni sono simili alle loro”, chiosa Micich.

 

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