Siena, stupro di gruppo. Al setaccio i cellulari degli arrestati. Si cercano foto e video della violenza

venerdì 18 Giugno 11:40 - di Redazione

Violenza sessuale di gruppo a Siena. Che vede coinvolto anche un giovane calciatore del Genoa, finito agli arresti domiciliari. Ora si cercano foto e video del presunto stupro conservati nei telefonini. È il cuore dell’inchiesta condotta dal pm Nicola Marini. La Procura senese ha disposto la copia forense dei cellulari dei tre giovani arrestati. Del minorenne indagato. E della 21enne senese. Che ha denunciato di essere stata violentata tra il 30 e il 31 maggio in un appartamento privato nel centro della città del Palio.

Siena, stupro di gruppo: al setaccio i telefonini

Le operazioni per cercare i video, che la ragazza ritiene siano stati realizzati quella notte, avendo visto dei flash, sono iniziate ieri alle 9. E sono andate avanti fin oltre le 21 nella caserma della Guardia di Finanza di Siena. Alla presenza di avvocati e consulenti. In una conversazione con un’amica la presunta vittima dice “Mi stanno molestando”.

Agli arresti anche un calciatore del Genoa

Agli arresti domiciliari con l’accusa di stupro di gruppo sono sono finiti Manolo Portanova, 21enne. Attualmente in forza come centrocampista al Genoa. Alessio Langella, 23 anni, zio del giocatore, e Alessandro Cappiello, 24 anni. Indagato a piede libero un 17enne.

Si cercano foto e video di quella sera

Le operazioni sono iniziate dal cellulare di Langella. Poi con la copia di quello di Cappiello. Che, secondo la ragazza, potrebbe aver fatto i video. Infine è toccato al cellulare di Portanova. Per una questione di nullità è stata rinviata l’operazione sul telefonino del 17enne. Sui contenuti dei cinque cellulari sequestrati la squadra mobile della questura farà nuovi accertamenti. La Procura analizzerà poi le chat e i video di cui le difese chiederanno copia. Dopo aver fatto ricorso al tribunale della libertà

Filmati e video di quella sera ci sono, a quanto mi risulta. Ma non sarebbero stati divulgati. Piuttosto subito cancellati, stando a quello che mi ha riferito il mio assistito. Nel cloud restano trenta giorni per cui possono essere recuperati. Ma fino a quando non si aprono i video non possiamo sapere quali sono riferibili al caso o ad altre cose”, ha spiegato alla Nazione l’avvocato Duccio Panti, difensore di Alessio Langella.

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