Sedicenne uccisa a coltellate, il coetaneo fermato: “Sentivo un demone dentro”. Il Movente è oscuro

martedì 29 Giugno 14:09 - di Greta Paolucci
Sedicenne uccisa a coltellate

Dunque, il 16enne fermato per il delitto di Chiara Gualzetti, ha confessato l’omicidio dell’amica. Trovata senza vita ieri vicino all’abbazia di Monteveglio (Bologna). O meglio: si è contraddetto. Ha ammesso e smentito. Alla fine ha confessato, ma, come riferisce l’Adnkronos sul caso, «sono tuttora al vaglio degli inquirenti le motivazioni del gesto». E allora, gli inquirenti partono dalla confessione e dal provvedimento di fermo scattato poco prima dell’alba. Ma allora, cosa sappiamo del sospetto su cui grava l’ombra del delitto?

16enne uccisa a coltellate: ecco chi è il coetaneo fermato con l’accusa di omicidio

Intanto che è un 16enne italiano. Un ragazzo che la stessa età della vittima. Un giovane su cui da subito si sono concentrate le attenzioni degli inquirenti. Al punto che, come anticipato, alle 4.30 i carabinieri del Nucleo operativo di Borgo Panigale e i militari del Nucleo investigativo di Bologna hanno eseguito il decreto di fermo su disposizione della procura per i Minorenni. Che il pm del tribunale minorile ha disposto. E che ha condotto il 16enne in un centro di giustizia minorile. Sì, perché il provvedimento, recitano le carte di cui dà conto sempre l’Adnkronos, «è scaturito dai molteplici riscontri oggettivi emersi. Nonché dalla confessione resa dall’indagato», svelano gli inquirenti.

16enne uccisa a coltellate: il movente non è ancora chiaro. E quella chat cancellata…

Inquirenti ancora a caccia di un movente alla base di un omicidio efferato. Una ricerca a cui sembra essere utile una chat cancellata su Instagram che, riporta l’agenzia di stampa citata, «ha fatto scattare il campanello d’allarme». E che, con gli inquirenti che incalzavano, e di fronte alle contestazioni sempre più insistenti rivolte al 16enne, sarebbe il punto su cui il ragazzo è crollato. Confessando, davanti al magistrato e ai carabinieri, l’omicidio dell’amica Chiara: uccisa ai margini di un bosco. A meno di un chilometro da casa. E abbandonata ormai priva di vita nel parco dell’Abbazia di Monteveglio, a una ventina di chilometri da Bologna. Proprio vicino al confine con la provincia di Modena. tutto chiaro e ricostruito, dal punto di vista della dinamica e della tempistica degli eventi omicidiari. Eppure, il minore che conosceva da tempo la vittima, non ha saputo spiegare con chiarezza il movente…

Gli inquirenti trovano un coltello a casa del ragazzo: l’accusa è di omicidio premeditato

Ma se il movente è ancora oscuro, l’arma del delitto stigmatizza l’accusa di cui il minore fermato dovrà rispondere in “omicidio premeditato”. Premeditato perché, come spiega sempre l’Adnkronos, «il minore ha portato all’appuntamento il coltello con cui ha colpito più volte la vittima, sua coetanea». E pro prio quell’ “arma, ripulita”– fa sapere un inquirente – è stata sequestrata a casa del fermato”». Non solo: sarebbe stato il ragazzo stesso a consegnarla, sostenendo di aver usato un normale coltello per uccidere l’amica. Di più: Chiara «è stata uccisa nel luogo dove è stata trovata». Un posto vicino a un boschetto non lontano da casa. L’omicidio è «avvenuto subito dopo la scomparsa». Domenica mattina: quando la ragazza era uscita di casa per incontrare un amico. Un suo coetaneo, appunto, «16 anni appena compiuti». Oggi fermato per omicidio premeditato.

Il 16enne fermato per il delitto dell’amica dice: «Chiara era infatuata di me»

«Diceva che voleva morire. Lei era infatuata di me, ma a me non piaceva»: sono queste le parole uscite dalla bocca del 16enne fermato per l’omicidio dell’amica Chiara Gualzetti. Frammenti di un racconto confuso: «Durante il lungo interrogatorio ha detto che lui era a conoscenza di frasi pronunciate da lei, come “voglio morire” – affermazione non si sa quanto reale o pronunciata per attirare l’attenzione specifica l’Adnkronos –. Così come ha affermato che «Chiara era infatuata di lui, elemento confermato da alcuni amici, spiegano in procura». Nonostante tutto, allora, al momento «il movente è al vaglio. Ma non è chiaro» emerge da fonti investigative…

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