Bettini non si scusa per la punizione “stalinista” al giovane del Pd che gli aveva detto di “non rompere”

venerdì 18 Giugno 8:30 - di Marta Lima

Niente scuse, il reato di “lesa maestà” resta, così come la punizione in stile leninista. G0ffredo Bettini, in una intervista al “Corriere della Sera“, si mostra magnanim con il giovane del Pd, Enrico Sabri, che su Fb lo aveva invitato a “non rompere più…“, ma non chiede scusa per la sospensione decisa, sostiene, a sua insaputa.

Bettini e la sospensione del giovane del Pd

“Non mi aveva criticato, mi aveva insultato. Poi autonomamente ha cambiato il post, forse accorgendosi di aver esagerato. Ma io stesso ho detto subito di far cadere il provvedimento. È giovane, impegnato, vivace, impetuoso. Mi ha in antipatia. Ne ha tutto il diritto. Poteva solo, prima di esprimersi pubblicamente, venirmi a parlare , per conoscere meglio la mia storia al di là di tante caricature che vanno in giro. Mi piacerebbe incontrarlo. Quando negli anni 70 ero un dirigente della Fgci, sul nostro giornale ‘Città futura’, diretto dal bravissimo Nando Adornato, uscì un trafiletto di presa in giro a Antonello Trombadori intitolato: Tromba d’oro. Non ci furono provvedimenti ma molte proteste. Paolo Bufalini, amico fraterno di Trombadori, mi invitò a casa e mi raccontò tutto su di lui: la resistenza, l’instancabile lavoro culturale, il rapporto con Togliatti, la tenacia antifascista e repubblicana. Ho capito che avevamo commesso una leggerezza un po’ cattiva. Tutto qui”, spiega Bettini.

Le proteste della base dei Democratici

Enrico Sabri, segretario del PD XIV Municipio, era stato sospeso per 30 giorni dal Partito Democratico. A disporlo, era stata la commissione di garanzia romana dei dem, sollecitata per ora da ignoti iscritti dopo un post estremamente critico di Sabri contro Goffredo Bettini. “Sherpa Romano, padre politico di Zingaretti, deputato, coordinatore della segreteria di Veltroni nonché suo ideologo politico, ideatore della candidatura a sindaco di Ignazio Marino e qui mi taccio”, aveva scritto Sabri lo scorso 4 maggio. “Penso sia una delle pochissime volte che utilizzo il mio incarico qui, dove secondo me non è proprio. Ma te lo devo proprio dire da segretario municipale del PD di Roma, arrogandomi il diritto di parlare anche a nome dei poveri compagni delle altre città. Goffredo Bettini, mi hai un pochino scocciato”.

Le reazioni erano state indignate, soprattutto tra i giovani. “Possibile che un segretario del Pd venga sospeso perché ha contestato un’intervista di un tizio? Possibile che un segretario del Pd venga sospeso per un post su Facebook? Possibile che si decida di sospendere un segretario del Pd a ridosso di elezioni comunali?”, si era chiestoe con un post su Facebook Dario Corallo, giovane candidato alle primarie del 2019. Il segretario in questione è quello del Pd di Balduina-Montemario, Enrico Sabri, che è stato sospeso per un mese dalla commissione di garanzia del partito romano, per aver criticato sui social Goffredo Bettini sull’alleanza con i 5 Stelle. “Goffredo, hai un po’ scocciato”, la frase incriminata.

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