A Tokyo la prima atleta trans delle Olimpiadi: fa sollevamento pesi. Le sportive: «Noi penalizzate»

martedì 22 Giugno 15:51 - di Sveva Ferri
olimpiadi trans

Il tema della concorrenza delle atlete trans rispetto alle atlete donne irrompe anche alle Olimpiadi di Tokyo. Ai Giochi che si aprono il 23 luglio, infatti, parteciperà anche Laurel Hubbard, 43enne neozelandese, nata Gavin e passata alla nuova identità quando, 35enne, aveva già alle spalle una carriera sportiva da uomo. Per altro Hubbard partecipa in una disciplina in cui la forza fisica è determinante sui risultati: il sollevamento pesi.

I requisiti del Cio per le atlete trans alle Olimpiadi

Difesa dai fautori degli imperativi gender in ogni campo e dalla Nuova Zelanda nel nome dell’«inclusione», la partecipazione di Hubbard alle Olimpiadi, in realtà, più che dal giubilo per “il traguardo nel campo dei diritti”, come direbbe qualcuno, è stata accolta dalle polemiche, sollevate dalle atlete donne e da alcuni Comitati olimpici nazionali. In sostanza, l’obiezione che pongono (e che si è posta anche nei precedenti casi di competizioni tra donne e atlete trans) è che, a differenza di quanto previsto dai regolamenti del Cio, non bastano i 4 anni dal cambio di sesso e un successivo anno di cure ormonali con livello di testosterone sotto i 12 nanomoli per litro per far sì che le prestazioni di un atleta nato uomo possano essere equiparate a quelle di un’atleta donna. Il vantaggio fisico dettato dal sesso di nascita, insomma, è permanente, anche se c’è stata una transizione completa.

Le proteste delle sportive

Scrive il Post: «Hubbard prima di aver completato il suo percorso di transizione nel 2013 aveva gareggiato nelle categorie maschili senza particolari successi». Da una rapida scorsa del suo palmares, invece, pare che da quando gareggia con le donne la sua carriera abbia avuto una svolta. E anche in vista delle Olimpiadi di Tokyo c’è chi la vede già proiettata sul podio. «Siamo tutti a favore della parità di diritti, ma se si autorizza un soggetto di 43 anni biologicamente maschio a vincere le Olimpiadi quanti uomini in futuro cambieranno genere per rubare il podio a noi donne? Sarebbe più corretto assegnare due medaglie», ha spiegato l’ex sollevatrice di pesi e olimpionica Tracey Lambrechs, anche lei neozelandese.

«La autorizzano a vincere le Olimpiadi. È un precedente»

«Sono consapevole che la cornice legale per la partecipazione dei transgender è molto difficile da individuare, perché le situazioni potenziali sono infinite. Ma chiunque abbia praticato questo sport ad alti livelli sa questa specifica situazione è ingiusta per lo sport e per le atlete», ha detto poi la sollevatrice di pesi belga Anna Van Bellinghen, medaglia di bronzo agli ultimi europei, nei quali Hubbard vinse un oro, parlando della circostanza di Tokyo come di una «barzelletta di cattivo gusto». Fra le voci contrarie alla partecipazione di Hubbard fra le donne, poi, anche quelle di diversi Comitati olimpici nazionali nei cui Paesi la possibilità che atleti nati uomini gareggino contro le donne non è contemplata.

https://www.youtube.com/watch?v=0qBm8Ot1qps

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