Tano passami l’olio – Milano

martedì 13 Aprile 0:01 - di Redazione

Tano passami l’olio
Via Francesco Petrarca, 4 – 20123 Milano
Tel. 02/8394139
Sito Internet: www.tanopassamilolio.it

Tipologia: ricercata
Prezzi: antipasti 30/40€, minestre 30€, secondi 50€, dolci 20€
Giorno di chiusura: Domenica

OFFERTA
Trasferitosi da oltre un anno nella nuova sede di Via Petrarca, più centrale di quella sui Navigli, Tano continua a proporre alla propria clientela una cucina di stampo tradizionale rivisitata con un moderato estro creativo, fatta di ingredienti selezionati e possibilmente stagionali. Su tutto l’olio extravergine d’oliva che qui viene tenuto in altissima considerazione e di cui il titolare è un esperto conoscitore. Oltre alla scelta à la carte c’è la possibilità di comporre insieme allo chef un percorso degustazione tagliato “su misura” del cliente di cui però non si conosce il prezzo prima. Dopo un piacevole benvenuto a base di mondeghili (polpette di carne) su crema di salsa verde e purè di patate, abbiamo degustato due oli con il pane tiepido, uno ligure più delicato e l’altro toscano più strutturato, seguiti dal cestino del pane che conteneva anche focaccia e grissini. Tra le minestre (così vengono chiamati i primi piatti) abbiamo scelto i cappelletti ripieni di pesto leggero su crema di asparagi, asparagi, gambero gobbo e aria di basilico, un piatto dal sapore equilibrato e piacevolmente aromatico, con la “nuvola” di basilico a sormontare la pasta per un effetto scenico assicurato. Passando ai secondi abbiamo assaggiato “dal pesce al pesce e i suoi giochi”, un tris di piatti di pesce in cui il granchio, le capesante e il baccalà sono stati cucinati e presentati in vari modi: il primo servito in tartare con frutta e verdura, dove, però, le fragole sovrastavano il sapore del crostaceo che era in quantità non percepibile al palato; le conchiglie di San Giacomo, su crema di zucca e crumble di bacon croccante, erano molto buone, mentre il baccalà panato e fritto, servito su maionese all’albume e zafferano con chips di patate viola scontava una panatura che si staccava dal pesce e il sapore un po’ blando. In chiusura un tenero di cioccolato fondente all’olio evo con semifreddo di ananas e zenzero, seguito da un caffè sottoestratto e dall’aroma poco complesso e preceduto da un simpatico pre dessert a forma di uovo a occhio di bue composto da crema di mandorla e “tuorlo” di carota.

AMBIENTE
Le sale del ristorante sono due, una appena si varca l’ingresso con alcuni tavoli ben apparecchiati e distanziati e bei quadri appesi alle pareti; l’altra in fondo al corridoio arredata allo stesso modo ma più raccolta e intima. Le luci soffuse e la musica di sottofondo creano un’atmosfera calda e accogliente.

SERVIZIO
Il patron Tano Simonato ama accogliere i clienti e girare tra i tavoli consigliando e spiegando i suoi piatti; lo stesso non si può dire di alcune figure del personale, tutto al femminile, in cui si percepisce un distacco fastidioso e una certa approssimazione sia nello spiegare i piatti che nel descrivere l’olio servito, fatto, quest’ultimo, inaspettato in un locale simbolo per gli appassionati del settore.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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