Lina Sastri una furia contro il governo: “Impossibile riaprire i teatri con il coprifuoco “

21 Apr 2021 20:39 - di Federica Argento
Caprifuoco teatri Sastri

Lina Sastri, attrice amatissima, coglie una contraddizione grave: il coprifuoco appena confermato dal governo, significa una mazzata per l’attività teatrale. Solo chi non vuole vedere non vede. “Felice che i teatri possano riaprire… ma come fanno a riaprire, con il coprifuoco? Chi lavora – dice – non può andare a vedere uno spettacolo nel pomeriggio. E la sera non si farebbe in tempo a rientrare a casa a fine spettacolo, specie nelle grandi città; e nelle arene, nei teatri antichi, negli spazi all’aperto, è difficile organizzare una recita con il sole che in estate tramonta ben dopo le otto di sera”. E’ quanto osserva all’AdnKronos l’attrice Lina Sastri. Che in estate sarà impegnata nel Campania Teatro Festival con lo spettacolo ‘Medea per me’ al parco di Capodimonte a Napoli.

Lina Sastri al Governo: “Difficile riaprire i teatri con il coprifuoco”

Avvilita, arrabbiata. Giustamente. Il governo si fa bello con le riaperture, ma dietro le parole in molti casi c’è il vuoto. L’apertura dei teatri e delle arene fa a cazzotti con il coprifuoco. Franceschini non se ne è accorto? “La riapertura dei teatri – dice la Sastri –  come dei cinema per i quali però è tutto più semplice, è sicuramente una bella notizia. Che ci riporta alla vita come l’apertura dei bar o dei ristoranti. Però è facile a dirsi e molto più difficile a farsi: la stagione al chiuso è praticamente finita senza mai iniziare; e all’aperto in piena luce si potranno fare soltanto un certo tipo di spettacoli teatrali. Poi, c’è il fattore della programmazione, della preparazione e della pubblicità”, spiega l’attrice partenopea.

Lina Sastri: “Andare a teatro sarà una prova di sopravvivenza”

“Tra rientri da lavoro, rinuncia alla cena, problemi di traffico e di parcheggio, timori per i mezzi pubblici; paura comunque dei contagi che non si supererà tanto allegramente, non sarà facile per la gente andare a teatro. Tra fretta, fame e paura, diventa quasi una prova di sopravvivenza da affrontare. O se si preferisce, una prova di grande amore, che richiede sacrificio… anche se lo merita”.

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