Garavaglia: «In estate isole Covid-free per rilanciare il turismo». Ma il piano ancora non c’è

giovedì 8 Aprile 11:03 - di Sveva Ferri
isole covid free

Il ministro del Turismo, Massimo Garavaglia, dà il via libera all’idea delle isole Covid free, che ha già incassato la benedizione del commissario all’emergenza Francesco Figliuolo. «Potremmo farlo», ha detto Garavaglia, ricordando che la Grecia «fa così perché ha tante isole piccole». Ma «il punto – ha spiegato – è creare meccanismi per cui sia semplice circolare».

Garavaglia appoggia l’idea delle isole Covid free

L’idea di di isole Covid free per non perdere la stagione è sul tavolo ormai da più di un mese. Ovvero da quando a inizio marzo il primo cittadino delle Egadi, Francesco Forgione, aveva scritto a Figliuolo per chiedere una specifica campagna vaccinale di massa. Il percorso, appoggiato anche dalla Regione Siciliana, è già partito in Campania, che proprio in questi giorni inizierà a vaccinare a Ischia, Capri e Procida.

Ma il governo è ancora al «potremmo farlo»

Alle istanze del territorio ha risposto in queste ore Figliuolo, con una lettera di cui ha dato conto Il Messaggero. Nella nota il Centro operativo interforze della Difesa spiega che ha avviato la «pianificazione relativa alla predisposizione organizzativa per l’effettuazione della campagna vaccinale a favore della popolazione nelle isole minori». «Isole minori Covid free, il piano del governo per rilanciare il turismo», è il titolo del quotidiano romano, in riferimento al quale Garavaglia, ospite di Omnibus e rispondendo a una domanda di Alessandra Sardoni, ha detto che «potremmo farlo».

Il problema della circolazione

Insomma, l’intenzione ci sarebbe pure, ma il piano vero e proprio ancora non sembra esserci, come si evince dalle parole dello Garavaglia. Il ministro infatti ha chiarito di aver «parlato» con i colleghi Enrico Giovannini, ministro dei Trasporti, e Roberto Speranza, ministro della Salute. «C’è un tavolo aperto per protocolli più semplici di circolazione nel nostro Paese», ha detto l’esponente leghista, toccando un tasto dolentissimo emerso in tutta la sua assurdità in queste vacanze di Pasqua, quando agli italiani è stato proibito di spostarsi da una regione all’altra, ma è stato consentito di andare all’estero, con tutte le ricadute e le polemiche notissime rispetto alla mazzata inferta al settore turistico italiano.

Per le riaperture si parla di date, ma manca il piano

Del resto, anche sul capitolo delle aperture Garavaglia ha riassunto più un libro dei sogni che un manuale operativo. Bisogna «guardare i dati, monitorarli e sulla base di quelli aprire il prima possibile». «Ci sono attività che possono aprire dall’oggi al domani. Ce ne sono altre in cui bisogna dirlo per tempo», ha aggiunto, sottolineando che «abbiamo bisogno di programmare per essere veloci, altrimenti gli altri ci superano». Garavaglia, quindi, ha ricordato che in Francia si parla del 14 luglio e negli Usa del 4 luglio. «Il 2 giugno è la nostra festa nazionale. Potrebbe essere una data delle riaperture per noi», ha commentato, senza però spiegare come.

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