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Banchi a rotelle, l’idea “geniale” della Azzolina ci è costata un occhio della testa: le cifre di una follia

Un tragico fallimento targato Azzolina. Sui banchi a rotelle c’è stata la sceneggiata più ridicola dei Cinquestelle al governo. Ironie e sberleffi, ma soprattutto spreco di denaro che poteva essere indirizzato altrove, nel dramma della pandemia. Ora quel fallimento viene certificato in video e meme. Su TikTok ci sono tanti filmati in cui gli studenti si mettono la mascherina, indossano un casco e fanno il banco-scontro nei corridoi. Un servizio di Repubblica riporta tutti gli “indizi” che danno la prova del flop. E la Azzolina ne esce malissimo.

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Il fallimento dei banchi a rotelle

Diecimila “sedute didattiche innovative” mai consegnate prendono la polvere in un magazzino di Pomezia. E ancora, ce ne sono novemila nei depositi dei plessi del Veneto, consegnate dalla struttura commissariale ma rimesse nel cellophane e accantonate. Alcuni alunni che le hanno provate lamentano dolori alla schiena e le trovano scomode. Ma l’elemento più grave è che hanno avuto un costo di 95 milioni di euro. Infine, alla Corte dei conti e alla Guardia di finanza sono arrivati diverse denunce. Negli uffici di viale Trastevere – si legge sempre su Repubblica – circola una stima che dà la dimensione del fallimento: il 50 per cento delle sedute con rotelle comprate come misura anti-Covid non è stato utilizzato.

La “geniale” idea della Azzolina

I banchi a rotelle li ha voluti l’allora ministra Azzolina. A suggerire ad Azzolina una seconda strada è stato l’ex sottosegretario all’Istruzione Salvatore Giuliano. I due condividono la militanza nel Movimento 5 Stelle. Giuliano – scrive Repubblica

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– è l’esempio a cui Azzolina si è ispirata. L’allora commissario straordinario Arcuri ebbe il compito di reperire sul mercato i monoposto. A luglio Azzolina ha comunicato ad Arcuri di acquistare 2,4 milioni di banchi, tra cui 434.344 con le rotelle. E di consegnarli in tempo per la prima campanella.

I banchi a rotelle non sono mezzi pubblici

E ora? Dopo mesi e mesi stiamo ancora a discettare su come tornare in classe e sui numeri dei contagi tra gli studenti. Tanto che Mariastella Gelmini annuncia con tanto di trombe: «Ci sarà un confronto con le Regioni in settimana per ribadire il rispetto rigoroso dei protocolli nelle scuole. Ma anche nei mezzi pubblici». Meglio tardi che mai, finalmente si capisce che il problema è soprattutto quello degli autobus, delle metro e dei tram. È lì che il rischio contagi aumenta, anche perché a scuola non si va con i banchi a rotelle.

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