Acciuga – Roma

sabato 24 Aprile 0:01 - di Redazione

Acciuga
Via Vodice, 25A/B – 00195 Roma
Tel. 06/3723395
Sito Internet: www.acciugaroma.it

Tipologia: principalmente pesce
Prezzi: antipasti 15/30€, primi 15/22€, secondi 25/30€, dolci 10€
Giorno di chiusura: Domenica
OFFERTA
L’inizio della nostra ultima esperienza in questo ristorante di cui vi abbiamo ben parlato nelle passate edizioni della guida – è presente sin dagli esordi del 2018 – non è stato dei migliori: mezz’ora di attesa al tavolo senza attenzioni interrotta dall’annuncio a gran voce del Sous Chef (la sera della nostra visita Delmonte era assente) del benvenuto della cucina destinato a due commensali giunti dopo di noi, purtroppo a noi non concesso neanche in seguito… Smaltita la delusione, abbiamo cercato consolazione nel menù degustazione “Federico”, 4 portate scelte dalla cucina (50€) che abbiamo chiesto fossero tutte salate. La carta – non troppo ampia – offre quasi esclusivamente prodotti ittici, possibilmente pesce azzurro, preparati secondo tradizione marchigiana. Pieni di aspettative, iniziamo la cena con un baccalà mantecato, che stranamente includeva la patata, accompagnato da una panzanella di melanzane dal gusto poco pronunciato; a seguire, una gustosa acciuga marinata con patate, tartufo nero e aneto, dai buoni profumi iodati e terragni. Il piatto centrale della degustazione (pescato delle paranze “a scottadito”) era un piattino con calamaretti spillo e sarde, saporito ma così striminzito da far pensare a un ulteriore assaggio di antipasto. Come d’uso da Acciuga, alla fine della sequenza arriva il primo piatto: una squisita minestra di linguine “rotte” con il brodetto, portata migliore della cena, con il mare che arrivava in bocca ad ogni cucchiaiata. In chiusura, evidentemente non sazi, abbiamo ordinato una zuppa inglese servita in un bicchiere da cocktail, che abbiamo trovato addirittura sovrabbondante rispetto alle precedenti pietanze. Perché, va bene la cucina gourmet – chi scrive è avvezzo a frequentare ristoranti stellati -, ma se alla fine di un percorso degustazione l’appetito non è ancora placato e si desidera lo spaghetto di mezzanotte, qualcosa va rivisto nelle grammature. Per scacciare ogni tentazione abbiamo ordinato un caffè, servito in leggera sottoestrazione.

AMBIENTE
Ampia sala dai bei tavolini in legno e dalle pareti sgombre, arredate solo da motivi geometrici con colori che richiamano il mare. No al tovagliato, sì alle palette da pesce.

SERVIZIO
Insufficiente la sera della nostra visita, troppi coperti per una sola persona. Nei rapporti col cliente prevale il cortese formalismo.Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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