Strage del Bataclan, arrestato a Bari l’algerino che fornì i documenti ai terroristi

8 Mar 2021 9:15 - di Paolo Lami

Un algerino di 36 anni, Athmane Touami, alias Tomi Mahraz, giá in carcere e che 6 anni fa fornì appoggio logistico ai terroristi islamici autori, fra l’altro, della strage del Bataclan è stato raggiunto da un nuovo mandato di arresto ieri a Bari con l’accusa di partecipazione ad organizzazione terroristica.

L’algerino, che si trovava già in carcere a Bari e che sarebbe stato scarcerato a brevissimo, a giugno, secondo quanto accertato dagli investigatori del Servizio per il Contrasto dell’estremismo e del terrorismo esterno della polizia di Stato e dalla Digos di Bari, appartiene all’organizzazione terroristica dell’Isis.

Il suo contributo logistico al gruppo di terroristici islamici che quel 13 novembre del 2015 portarono morte e terrore a Parigi si sostanzia, secondo le indagini dell’intelligence francese e della polizia italiana, nella fornitura di documenti falsi ai terroristi che fecero 130 morti – 90 solo al Bataclan fa cui la giovane italiana Valeria Solesin – e 416 feriti nel corso delle sparatorie contro persone inermi in vari quartieri della città di Parigi, secondo un piano preordinato.

Le indagini, infatti, hanno consentito di accertare, la vicinanza dell’algerino ora indagato ad ambienti radicali di matrice jihadista. Ma, soprattutto, la sua diretta attività di supporto agli autori degli attentati terroristici del teatro Bataclan, dello Stade de France e degli attacchi armati concentrati nella I, X e XI arrondissement, avvenuti a Parigi il 13 novembre 2015.

Al commando di almeno 10 terroristi islamici, comprese alcune donne, che per 4 ore seminarono terrore e morte fra Parigi e Saint Denis, nella regione dell’Île-de-France, con sei sparatoria, diversi attacchi suicidi, e tre esplosioni nei pressi dello Stadio, l’algerino arrestato ieri a Bari ha garantito la disponibilità di documenti contraffatti.

Gli accertamenti su Athmane Touami che hanno portato la Dda di Bari a contestargli la nuova accusa rispetto a quella per la quale si trovava già in carcere, sono partiti nel maggio 2019 allorquando gli venne trovato addosso – alloggiava nel Centro di permanenza temporanea per immigrati di Bari, un documento falso, che l’algerino utilizzava normalmente per spostarsi nei vari paesi dell’area Schengen.

Per questo reato – la detenzione del documento falso – è stato processato e condannato alla pena di 2 anni che avrebbe finito di scontare a giugno nel carcere di Bari.

Da quel documento falso sono poi partiti ulteriori accertamenti che hanno portato investigatori e magistrati a ritenerlo uno snodo fondamentale della catena di supporto logistico del commando che portò a compimento le stragi in Francia assieme ai fratelli Medhi e Lyes Touami, oltre a Hamid Abaaoud Abdel, deceduto in Francia il 18 novembre 2015, Khalid Zerkani e altri soggetti, alcuni dei quali non ancora identificati e operanti sia in Italia che in Algeria, Francia, Belgio, Spagna e Siria.

Ulteriori particolari dell’inchiesta, che ha portato all’arresto dell’algerino coinvolto nella strage del Bataclan, saranno spiegati, nel corso di una conferenza stampa, dal capo della Procura  di Bari, Repubblica Roberto Rossi, dal procuratore aggiunto Francesco Giannella e dagli investigatori della polizia che hanno sviluppato l’indagine.

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