L’Ema rassicura: per il vaccino AstraZeneca non ci sono rischi, ma la Germania fa come gli pare

mercoledì 31 Marzo 16:08 - di Riccardo Angelini

“Al momento la revisione” in corso sulla sicurezza del vaccino anti-Covid di AstraZeneca “non ha identificato alcun fattore di rischio specifico, come l’età, il sesso o una precedente storia medica di disturbi della coagulazione”, per gli “eventi molto rari” di trombosi anomale segnalate dopo la somministrazione del prodotto. Lo riferisce l’Agenzia europea del farmaco Ema, informando che il comitato di farmacovigilanza Prac si riunisce oggi nell’ambito della revisione su questi episodi “molto rari di trombosi insolite associate a un basso numero di piastrine, in persone vaccinate con Vaxzevria“.

La Germania sospende il vaccino Astra Zeneca per gli under 60

La Germania tuttavia non sembra seguire i suggerimenti dell’Ema e ha stabilito motu proprio di sospendere la somministrazione del vaccino AstraZeneca agli ‘under 60’. Una decisione non corretta, commenta l’ex direttore dell’Ema Guido Rasi, la Germania “dovrebbe farla prendere all’Ema. Non è possibile che la Germania prenda decisioni che non discuto nel merito, anche se sarebbe meglio condividessero di più. E soprattutto dovrebbero anticipare ogni singolo caso all’Ema discutendolo lì”.

Rasi: i grandi numeri danno torto alla Germania

“Se c’è un vero segnale, è giusto che lo dicano al tutta l’Europa – ribadisce Rasi – se non c’è un vero segnale l’Ema tranquillizza anche loro. Pur non essendo un ematologo, mi sembra che i grandi numeri continuano a non convincere che ci sia una relazione diretta con il vaccino. Si sono innamorati di una teoria, ma i numeri non sembrano dargli ragione. E guarda caso, questi casi sono tutti in Germania. Non mi sembra che stiano facendo una buona cosa né in termini di comunicazione né per loro stessi. Per ora noi facciamo bene a somministrare AstraZeneca anche agli under 60″, sottolinea.

AstraZeneca: rispettiamo la decisione tedesca ma il nostro vaccino è sicuro

AstraZeneca a sua volta commenta così lo stop della Germania: la decisione presa dalla Commissione permanente tedesca per i vaccini (Stiko) merita “rispetto”, ma il siero sviluppato da AstraZeneca è stato giudicato sicuro da altri organismi sanitari e “la sicurezza dei pazienti resta la massima priorità dell’azienda”.

Il rapporto rischi-benefici

“Le autorità regolatorie del Regno Unito, dell’Unione Europea e dell’Organizzazione mondiale della sanità hanno concluso che i benefici dell’utilizzo del nostro vaccino per proteggere le persone da questo virus mortale superano significativamente i rischi in tutte le fasce di età adulta“, ha affermato la società, sottolineando che il rapporto rischi-benefici del vaccino è stato “ribadito nell’aggiornamento mensile dell’Ema sulla sicurezza” pubblicato martedì.

Pregliasco: non condivido la scelta della Germania

Anche il virologo Fabrizio Pregliasco non condivide la scelta della Germania: “Mi sembra non condivisibile la decisione tedesca” di sospendere le vaccinazioni anti-Covid con il siero di AstraZeneca negli under 60, fascia d’età in cui si concentra la maggior parte dei casi di trombosi rare segnalate dopo la somministrazione del prodotto. E’ una misura che “crea ulteriore confusione”, dice all’Adnkronos Salute Pregliasco. Secondo l’esperto, la scelta della Germania non dovrebbe essere seguita: “L’Italia segua l’Ema”, esorta. “L’Agenzia europea del farmaco ha detto che il vaccino di AstraZeneca si può usare dai 18 anni all’infinito”.

Le trombosi hanno una correlazione solo temporale col vaccino, non causale

“Ci sono delle trombosi” registrate in concomitanza con la somministrazione, “ma ad oggi scientificamente non correlate“, ribadisce il virologo insistendo sul legame temporale e non causale tra vaccinazione e forme tromboemboliche rare segnalate. “Sono manifestazioni rarissime – puntualizza – e comunque rientrano in un discorso di rapporto rischio-beneficio, che in questo momento risulta assolutamente in favore della vaccinazione”.

 

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