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Rifondazione Cinquestelle, Conte dice sì. Il Movimento diventa partito e si colloca a sinistra

Giuseppe Conte ha detto sì. Un po’ perché era l’unica via che aveva di fronte per non scomparire. Un po’ perché Grillo gli ha promesso che d’ora in avanti ci sarà più gerarchia e meno Rousseau. In pratica, il Movimento diventa un partito vero e proprio. Con un leader. E con una missione specifica: collocarsi nell’area del centrosinistra per rinsaldare l’alleanza con Pd e Leu.

Spadafora (M5S): va riorganizzato il centrosinistra 

Lo conferma Vincenzo Spadafora in tv su Raitre da Lucia Annunziata: “Noi oggi, secondo i sondaggi, abbiamo una destra estremamente forte con Lega e Fdi, al netto di Fi, che sono già al 40%. Il Pd è fermo al chiodo del 20% quindi se non si riorganizza un’area di centrosinistra non c’è partita”.

Il M5S si rifonda e si sposta a sinistra tingendosi di verde

I furori antipartitici sono sfumati con l’abbandono prima di Paragone e poi di Alessandro Di Battista. Lo spartiacque – lo ha detto lo stesso Grillo – è stato il sì o il no al governo Draghi.  Il grido “onestà, onestà” non è più lo slogan predominante. Si è preferito sostituirlo con un altro mantra: “Andiamo a governare”.  Ad ogni costo.  Il M5S che sarà ha già un brogliaccio da seguire per la rifondazione: spostare gli ardori innovativi di un tempo sul versante ecologista.

Il summit dell’Hotel Forum

Un terreno scoperto, che nessuno sta presidiando. La retorica del ministero della Transizione ecologica cade a puntino per la bisogna. Conte, il martire aureolato pugnalato da Renzi,

è pronto per la sua resurrezione politica. E lo certifica la sua presenza all’hotel Forum al summit romano della ripartenza con Beppe Grillo.  Fra i presenti anche il presidente della Camera Fico con il capogruppo Davide Crippa, il capo politico Vito Crimi, il ministro dell’Agricoltura, Stefano Patuanelli e la vicepresidente del Senato, Paola Taverna, Alfonso Bonafede e Stefano Patuanelli.

Grillo esce col casco da astronauta

Alla fine Beppe Grillo esce con un casco da astronauta in testa e posta un tweet vecchia maniera: “Tutte le cose che non verranno pubblicate sono vere”. Ma lo show dura poco. Le fonti accreditate si incaricano di far arrivare il messaggio in puro stile politichese:   «Giuseppe Conte ha raccolto l’invito a elaborare nei prossimi giorni un progetto rifondativo con il Movimento 5 Stelle.

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Una sfida cruciale per il Movimento, una ristrutturazione integrale per trasformarlo in una forza politica sempre più aperta alla società civile, capace di diventare punto centrale di riferimento nell’attuale quadro politico e di avere un ruolo determinante da qui al 2050».

Il M5S e la transizione ecologica

Secondo le fonti, «il Movimento sarà la forza trainante della transizione ecologica e digitale, poggiando però su pilastri insostituibili, quei valori originari che lo hanno sempre contraddistinto: la tutela dell’ambiente, l’importanza dell’etica pubblica e della lotta alla corruzione, il contrasto delle diseguaglianze di genere, intergenerazionali, territoriali, la lotta contro le rendite di posizione e i privilegi, la più ampia partecipazione dei cittadini alla vita democratica attraverso il rafforzamento degli istituti di democrazia diretta».

Il nodo: Conte unico leader o affiancato da un direttivo?

Non sono in programma al momento voti sulla piattaforma Rousseau. Grillo vuole che Conte sia capo e reggente unico. Altri hanno chiesto una governance a cinque. Uno dei possibili compromessi, potrebbe essere quello di trasformare il cosiddetto comitato direttivo in una sorta di ‘segreteria politica’, da affiancare a Conte. Ma i timori di Grillo, raccontano alcuni beninformati, è che Conte finisca per uscirne ‘depotenziato’, e il Movimento con lui. Non è possibile, la riflessione che avrebbe fatto il garante ai suoi, che in ogni snodo complicato debba tornare in pista lui in prima persona.

 

 

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