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“C’è una manina che scrive le marchette”: scontro tra grillini, Crimi contro il sottosegretario Villarosa

Vito Crimi, viceministro dell'Interno, a Napoli ospite dell'evento "Countering serious crime in the Western Balkans Progetto IPA II " a margine del quale ?ntervenuto sulla fuga di parlamantari dal Movimento cinque stelle. 31 gennaio 2020 ANSA / CIRO FUSCO

E’ scontro nella compagine di governo M5S. Protagonisti della lite sono il capo politico 5 Stelle Vito Crimi e il sottosegretario all’Economia Alessio Villarosa. Non è piaciuta al reggente pentastellato l’intervista di Villarosa a ‘Il Riformista‘, nella quale il sottosegretario al Mef denuncia la presenza di una “manina nel governo” che sarebbe intervenuta per cancellare l’aumento delle accise sul tabacco riscaldato: “Alle riunioni io non c’ero, Castelli e Misiani sì”, attacca Villarosa.

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Parole che, raccontano all’Adnkronos autorevoli fonti pentastellate, avrebbero mandato Crimi su tutte le furie. Duro l’affondo del capo politico nei confronti del sottosegretario all’Economia: se pensi che nel governo ci siano ‘manine amiche’ devi dirlo apertamente facendo nomi e cognomi, il ragionamento espresso dal capo politico nella chat di governo, secondo quanto viene riferito dalle stesse fonti. La replica di Villarosa non si fa attendere: stai portando il M5S al macero, dimettiti.

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In  passato il sottosegretario siciliano aveva manifestato anche pubblicamente il suo malcontento verso la gestione del Movimento 5 Stelle targata Crimi, chiedendo a gran voce un voto su Rousseau per eleggere un nuovo capo politico. Concetti che Villarosa è tornato a ribadire oggi nel suo pesante j’accuse

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: sei scaduto da mesi – insiste il sottosegretario – e non c’è ancora la data delle elezioni per l’organo collegiale, stai distruggendo tutto.

In questo governo ci sei anche tu – la controreplica di Crimi – se pensi ci siano ‘manine amiche’ dimettiti e ricordati di chiudere la porta, non te l’ha prescritto il medico. Fonti parlamentari fanno inoltre notare come Villarosa sia stato l’unico esponente di governo M5S a firmare a inizio dicembre la lettera dei dissidenti contrari alla risoluzione di maggioranza sulla riforma del Meccanismo europeo di stabilità: “Altro segnale del forte malcontento del sottosegretario al Mef”, spiegano.

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