Set 12 2020

Desiree Ragazzi @ 12:19

Dopo i conti correnti tocca al denaro contante: ecco come possono toglierlo dai portafogli

Il denaro contante diventa la nuova arma del Fisco. Il limite al pagamento dei contanti per il 2020 è fissato a duemila euro. Questa è la soglia massima per le transazioni cash, destinata a scendere ancora dal 1° gennaio 2022, quando il limite scenderà ulteriormente a mille euro. L’Agenzia delle Entrate, forte delle nuove indicazioni del governo giallorosso, si muove per limitare l’uso del contante.

Denaro contante, la sentenza della Cassazione

La Cassazione ha dato ragione al Fisco che chiedeva conto degli incassi in contanti a un imprenditore anche se erano accompagnati da fatture. Come ricostruisce il Giornale, la Cassazione ha accolto le ragioni del Fisco.  L’Agenzia delle Entrate aveva ricostruito i ricavi di una società confrontandoli con i libri contabili e gli estratti conto. Dall’analisi è emersa una presunta discordanza tra quanto versato sul conto, quanto incassato e quanto dichiarato.

Fisco contro l’uso del contante

Nella sentenza della Cassazione sono stati messi sott’osservazione il reddito familiare dei soci, ritenuto troppo basso, e i documenti della stessa società che dichiarava la metà dei ricavi con pagamenti in contanti. Questi pagamenti corrispondevano a fatture ma per le Entrate e per i giudici della Cassazione gli importi erano considerevoli al punto da non giustificarne un pagamento col cash. Un caso che è destinato a far discutere. Le fatture, come ricorda laleggepertutti.it, rappresentano la traccia primaria per capire i reali incassi. E se, come contestato dalla Cassazione, sono troppo generiche allora da qui può scattare l’accertamento del Fisco che quasi sempre si chiude con una sconfitta del contribuente.

Il volume d’affari

Come si legge ancora sul Giornale, un altro indicatore che mette nel mirino il contante è lo scostamento del volume di affari dell’attività economica rispetto a quella della media del settore. In questo caso un commerciante che ha vendite per piccoli importi ma continue e importanti incassi col cash potrebbe finire sotto la lente d’ingrandimento del Fisco.