Set 17 2020

Redazione @ 15:39

Braccianti e colf, il flop della Bellanova: all’Inps solo 1084 domande di italiani e comunitari

Il flop della Bellanova è certificato. Tutti ricordano le sue lacrime quando, durante il lockdown, annunciava una maxi sanatoria di immigrati clandestini. Doveva servire a salvare i braccianti dal caporalato e il ministro non trattenne la commozione. Il provvedimento provocò non poche tensioni anche nella stessa maggioranza. I dati però alla fine smascherano la propaganda del Governo e danno ragione a Giorgia Meloni e Matteo Salvini, che più di tutti tuonarono contro questa scelta del governo.

I dati Inps, flop della Bellanova

Le domande sono arrivate quasi tutte per lavoratori extra-comunitari. Quelle giunte all’Inps per la sanatoria di italiani e cittadini comunitari sono state pochissime: 1084 in tutto. Appena 44 domande per i settori agricoltura, pesca e allevamento, 277 per le badanti, 763 per le colf.  I cittadini extra comunitari hanno invece presentato in totale  220.000 domande.

La sfida fallita contro il caporalato

La regolarizzazione era stata disposta, con il dl Rilancio approvato a metà maggio e convertito in legge il 17 luglio. Il ministro Bellanova puntava a rendere “meno invisibili, gli invisibili” annunciando uno Stato più forte del caporalato. I numeri però ci dicono il contrario. Il provvedimento è servito per gli extra comunitari. In pratica, la furia immigrazionista della sinistra ha vinto sulla lotta al caporalato. Gli Italiani e i  cittadini con passaporto europeo sono rimasti invisibili.

 Le aziende agricole chiedevano voucher e corridoi verdi

Le soluzioni al problema però esistevano. Le Organizzazioni professionali chiedevano la reintroduzione dei voucher e i corridoi verdi. A raccogliere per prima le istanze del mondo agricolo è stata Giorgia Meloni. La leader di Fratelli d’Italia ha incontrato fin da subito i datori di lavoro del settore agricolo, con lo scopo di portare ai tavoli dell’esecutivo le istanze raccolte. Giuseppe Conte chiedeva collaborazione da parte delle opposizioni, in nome dell’unità nazionale durante l’emergenza sanitaria, salvo poi rispedire al mittente qualsiasi contributo del centrodestra.

Fallimento di Conte, flop della Bellanova

Il ministro Bellanova ha però proseguito per la sua strada. Il governo ancora una volta ha scelto gli immigrati clandestini agli italiani e ai cittadini comunitari. Il risultato è uno stallo in cui dilaga il lavoro nero. Chissà se il ministro Bellanova avrà qualcosa da dichiarare. Chissà se il ministro Bellanova vorrà commentare i numeri emersi dal suo provvedimento. Ci auguriamo che qualcuno in questo governo arrogante vorrà riconoscere il flop. L’unica cosa certa da mettere agli atti è l’ennesimo fallimento dell’esecutivo.