Gioele, oggi l’autopsia sui resti del bimbo. Nominato dalla Procura un pool di superesperti

martedì 25 agosto 12:41 - di Roberto Frulli
Gioele

Con un pool di superesperti fra criminologi, medici legali, entomologi, zoologi, veterinari, geologi e psichiatri che nominerà oggi, il procuratore capo di Patti, Angelo Vittorio Cavallo, spera di riuscire a decifrare il mistero della morte di Viviana Parisi e del figlio, Gioele Mondello.

Nei boschi di Caronia, in provincia di Messina, oggi si svolgerà l’ennesimo sopralluogo.

Verranno battute nuovamente le zone in cui sono stati trovati i corpi senza vita di Viviana Parisi, lo scorso 8 agosto, e del figlio Gioele di 4 anni, lo scorso 19 agosto, a circa 300 metri di distanza in linea d’aria l’uno dall’altro.

Subito dopo si terrà, sul corpicino di Gioele, al Policlinico di Messina, il tanto atteso esame autoptico che dovrebbe fornire risposte più chiare su come è morto il bimbo.

Nella tarda mattina di oggi il procuratore Cavallo conferirà l’incarico per l’esame autoptico, ma anche per gli “accertamenti genetici e morfologici di vario tipo” che saranno affidati al pool di esperti, “ciascuno dotato di specifica professionalità”, come spiega lo stesso magistrato.

Saranno nominati, in particolare, Daniela Sapienza, professore associato di Medicina Legale presso l’università di Messina e medico legale ed Elvira Ventura Spagnolo il medico legale, che ha già eseguito l’autopsia sul cadavere di Viviana Parisi.

Poi riceverà l’incarico anche Stefano Vanin, professore associato di zoologia presso l’università di Genova, entomologo.

E ancora, Rosario Fico, responsabile del Centro di Referenza Nazionale per la Medicina Forense Veterinaria, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri”, zoologo, esperto in materia di segni e tracce animali impresse sui corpi.

Il magistrato che sta cercando di chiarire il mistero della morte di Viviane e Gioele si avvarrà anche dell’esperienza di Rita Lorenzini, in servizio presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Regioni Lazio e Toscana “Aleandri” – Laboratorio di Diagnostica Molecolare Forense, zoologa e genetista esperta in materia di fauna selvatica.

La affiancherà Roberta Somma, presso l’università di Messina, geologa forense, esperta nell’analisi di terreni e resti umani in essi conservati.

Sempre oggi il magistrato nominerà il professor Massimo Picozzi, docente di psichiatria presso le Università di Parma e Bocconi di Milano. Che si è già occupato dei casi giudiziari più famosi degli ultimi anni: dall’omicidio di Suor Laura Mainetti a Chiavenna, al delitto di Cogne, dal delitto di Novi Ligure, alla strage di Erba, dal serial killer Michele Profeta, agli omicidi delle Bestie di Satana, fino al delitto di Avetrana.

Una scelta, quella del nome di Picozzi, che ha l’obiettivo di “acquisire informazioni precise sullo stato di salute mentale e psicologico della Signora Parisi, alla luce della documentazione medica acquisita e di ogni altro elemento di eventuale interesse”, come sottolinea il Procuratore Cavallo. Che coordina l’inchiesta per omicidio e sequestro di persona.

Per la Procura “gli accertamenti investigativi si presentano, dunque, tuttora molto articolati e proseguono in ogni direzione, senza tralasciare, come già detto, alcuna ipotesi”.

Cavallo ci tiene a ribadire, inoltre, che il suo ufficio “sin dal primo momento, è impegnato, senza risparmio di tempo, risorse ed energie, nell’acquisizione di tutti gli elementi possibili, non tralasciando alcun dato che possa contribuire a chiarire i tragici eventi accaduti”.

Intanto è di ieri pomeriggio il colpo di scena reso noto dallo stesso Procuratore Cavallo.

Il corpo di Viviana Parisi già all’indomani della sua scomparsa, avvenuta il 3 agosto, era sotto il traliccio nei boschi di Caronia.

La svolta nell’inchiesta sulla morte della deejay di Venetico arriva da un fotogramma ripreso da un drone dei Vigili del fuoco. Un fotogramma che sarebbe sfuggito agli accertamenti.

Soltanto il 20 agosto la Procura di Patti, che coordina l’inchiesta, ha visto, infatti, quel corpo senza vita a pochi metri dal traliccio.

La conferma arriva dallo stesso Procuratore capo, Angelo Vittorio Cavallo.

Il magistrato ha ritenuto “di acquisire, di propria iniziativa, le immagini riprese dai droni dei Vigili del fuoco durante le ricerche coordinate dalla Prefettura di Messina, ed ha affidato, già dal 13 agosto scorso, ad un proprio consulente geologo forense, esperto dei luoghi, il compito di rivedere ed esaminare uno per uno i relativi fotogrammi, al fine di acquisire elementi utili alle indagini, evidentemente del tutto diversi da quelli riguardanti le mere ricerche delle persone scomparse“, come spiega Cavallo.

“Questo materiale, che non faceva parte degli atti del procedimento, è stato trasmesso al consulente dagli organi competenti in data 18 e 19 agosto 2020”, ci tiene a precisare il magistrato.

Ed ecco la svolta: “Dall’esame dei fotogrammi iniziato in data 20 agosto, dopo una prima elaborazione ed ingrandimento, il consulente di questa Procura verificava che già alle ore 10,15 circa del mattino del 4 agosto 2020, era visibile ai piedi del traliccio il corpo di Viviana Parisi, verosimilmente nella identica posizione in cui qualche giorno dopo veniva ritrovato”, dice.

Dunque, chi non ha controllato a dovere? Come è potuto sfuggire un elemento così importante ai fini dell’inchiesta?

E’ quello che, a questo punto, si chiede la Procura.

Il corpo di Viviana è stato poi ritrovato soltanto il sabato successivo, 8 agosto, nel primo pomeriggio. Ma non è solo questo il punto.

E’ sempre il magistrato a spiegare che, per quanto riguarda il piccolo Gioele, poi ritrovato il 19 agosto da un volontario durante una battuta nelle campagne di Caronia, a circa 300 metri in linea d’aria dal traliccio in cui è stata ritrovata la madre, “è attualmente in corso l’elaborazione delle migliaia di ulteriori fotogrammi ripresi dai droni dei Vigili fuoco nei giorni delle ricerche”. Che sono oltre sedicimila.

Ma “al momento, ad un primo studio dei fotogrammi consultati, non si evidenzia la presenza del corpo del piccolo Gioele vicino a quello della madre“.

Forse dopo i nuovi accertamenti si saprà qualcosa di più sulla morte di madre e figlio.

“In ogni caso, ulteriori elementi dovranno essere ricavati dal necessario successivo approfondimento, ricorrendo a tutti i possibili strumenti tecnici diretti all’analisi dei medesimi fotogrammi“, dice il magistrato.

Oggi, dopo il sopralluogo e l’autopsia, si saprà qualcosa di più. Viviana e Gioele sono morti insieme? E’ stata la madre a uccidere il figlio e poi togliersi la vita, gettandosi dal traliccio? Tutti interrogativi ancora senza risposta.

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