Il Giardino Segreto – Roma

domenica 5 luglio 0:01 - di Redazione

Il Giardino Segreto
Strada Regionale Sabina 657 km 12,600 – 02040 Roma
Tel. 329/8762471
Sito Internet:

Tipologia: tradizionale
Prezzi: antipasti 10/13€, primi 10/15€, secondi 15/30€, dolci 8€
Giorno di chiusura: dal Lunedì al Giovedì
OFFERTA
Fummo prudenti l’anno passato nel valutare questo ristorante in occasione del suo ingresso in guida, ma ora possiamo sbilanciarci e premiare Il Giardino Segreto con un bell’incremento di voto. Merito di una proposta a “metri 0”, con le verdure che provengono dal proprio orto e gran parte della materia prima dall’azienda agricola La Chianona, di cui il ristorante agrituristico fa parte. Ci riferiamo alle carni di maiale nero, polli e Chianina allevati insieme al famoso e pregiato Wagyū che qui presenta un BMS – grado di marmorizzazione – di 9 (il massimo è 12): percorrendo a piedi o in macchina la collina che sovrasta il ristorante, è possibile visitare le stalle e rendersi conto con i propri occhi della cura nell’allevamento. Tale materia prima è valorizzata da una cucina di buon livello, volendo testabile in un percorso degustazione al costo di 65€ (vincolante per tutto il tavolo) oppure ordinando à la carte. Accolti da delle bollicine gentilmente offerte insieme all’ottimo riso al salto agli asparagi su crema di patate e zafferano quale appetizer, abbiamo dato il via al nostro pasto con un’ottima vignarola servita su una salsa di piselli alla menta e con il maiale nell’orto, un delicatissimo quanto riuscito piatto giocato su un piacevole contrasto di consistenze; da non perdere pure il piatto di salumi di maiale nero tagliati al coltello in cui spiccava uno strepitoso capocollo con le venature di grasso che irroravano non appena masticate. Deliziosi i cannelloni con ragù bianco di Wagyū e salsa di piselli alla menta, più simili per consistenza a delle crêpes, seguiti da un buon brasato di maiale nero e pere al vino e da un’eccellente, quanto abbondante fettina di Wagyū panata con il panko e servita con 5 ciotoline di ottime salse home made. Chiusura all’altezza con la spuma al mascarpone servita in un guscio da rompere per farla “atterrare” su del cioccolato salato e frutti rossi: un dessert con spiccate note acide e salate a pulire il palato, in attesa del caffè, quest’anno ben eseguito.

AMBIENTE
Una casetta in mezzo al prato con dietro una ripida collinetta in cui pascolano liberi diversi capi di Chianina, ospita questo curato ristorante, lontano anni luce dallo stereotipo dell’agriturismo ruspante: due sale simmetriche con tavoli dalla curata mise en place, separate da un cortiletto interno allestito con divanetti per i fumatori che dà il nome alla struttura, a cui si aggiunge un piacevole spazio all’aperto da sfruttare con la bella stagione.

SERVIZIO
Madre e figlia, titolari del ristorante, si alternano ai tavoli insieme a volenterose cameriere, mostrando grande cortesia e passione.

Recensione a cura di: Milano de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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