Migranti, le coop ora cominciano a tremare: spese gonfiate e rendicontazioni “aggiustate”

sabato 20 giugno 14:04 - di Fortunata Cerri
Migranti

L’inchiesta a Bergamo sull’accoglienza dei migranti fa tremare le coop. La vicenda riguarderebbe da vicino una presunta associazione a delinquere. Secondo gli inquirenti sarebbe stata finalizzata alla truffa aggravata, allo sfruttamento del lavoro, alla turbativa d’asta. E anche all’inadempimento di contratti di pubbliche forniture. Come ricostruisce il Giornale l’indagine è coordinata dal pubblico ministero Fabrizio Gaverini. Ora la vicenda si arricchisce di nuovi elementi. Ci sono delle intercettazioni annotate dai carabinieri risalenti al 17 aprile 2018. E precisamente alle ore 8.34, avvenute tra don Claudio Visconti e Luca Bassis.

Migranti, le intercettazioni

Il primo, come ricorda il Giornale,  è stato per circa vent’anni il direttore della sede della Caritas della città di Bergamo. Il secondo era tra i suoi più stretti collaboratori. Ecco cosa emerge dalle loro conversazioni. «Ma infatti gliela voglio fare proprio difficile. Cioè nel senso che già non riusciranno a guardarla ma gliela faccio difficile, che dovranno impazzire». «Bravo e carica anche le ristrutturazioni che abbiamo fatto prima».

Le rendicondazioni per ricevere i rimborsi

Al centro della  dialogo ci sono delle rendicontazioni. Resoconti da presentare in Prefettura per ricevere il rimborso delle spese legate ai centri di accoglienza per richiedenti asilo. «Tanto non se ne accorge nessuno», sarebbero state le parole di Bassis e che riporta il Giornale. E invece qualcuno se n’è accorto, come fa notare La Verità. Ci sarebbero state spese gonfiate, numeri falsi accreditati, checkout dei migranti modificati dalle associazioni per continuare a percepire il massimo delle quote e voce affitti aumentati di 50mila euro. Il tutto, se legge sempre sul Giornale, con il benestare del sacerdote. «Perché noi quei soldi qua li mettiamo via per quelli che voi cacciate fuori per sostenere i servizi degli altri».

L’inchiesta sull’accoglienza dei migranti

Stando a quanto emerso dal lavoro degli inquirenti, il consenso del sacerdote sarebbe stato sempre fondamentale. «Controllava le dinamiche dell’accoglienza migratoria e la successiva gestione. Riuscendo a condizionare le istituzioni al fine di ottenere vantaggi indebiti». Oltre alle rendicontazioni “aggiustate”, gli inquirenti vogliono vederci  chiaro anche su altri aspetti.   Capire, per esempio, quale espediente avrebbero usato per ottenere i contributi. Due avvisi di garanzia sono stati consegnati a funzionarie dell’assessorato Servizi sociali. Nell’ordinanza, riporta sempre il Giornale,  si legge che «si adoperavano affinché la cooperativa Ruah e l’associazione Diakonia potessero aggiudicarsi i bandi pubblici comunali. Il cui contenuto veniva preventivamente concordato».

 

Commenti

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  • fazio 21 giugno 2020

    quando Salvini ha chiuso questi centri la sinistra subito contro dandole dell’omofobo, razzista adesso si capisce il perchè questi centri gestiti da coop rosse e bianche ci lucravano sopra e lo stato dello stesso colore continuava a elargire soldi pagati con le nostre tasse.
    Ci sono migliaia di italiani indigenti perchè non li danno a loro.

  • cenone 21 giugno 2020

    Ma questi son sempre stati bugiardi e truffaldini, e le ong sociali mangiano a a man bassa sui sussidi dei fasciocomunisti.

  • rino 21 giugno 2020

    La sinistra non è onesta come si vanta di essere, è come e peggio degli altri.

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