L’Oste della Bon’Ora – Roma

sabato 23 maggio 0:01 - di Redazione

L’Oste della Bon’Ora
Viale Vittorio Veneto, 133 – 00046 Roma
Tel. 06/9413778
Sito Internet: www.lostedellabonora.it

Tipologia: tradizionale con spunti creativi
Prezzi: antipasti 11/16€, primi 12/16€, secondi 13/16€
Giorno di chiusura: Lunedì
OFFERTA
Telefonare all’Oste alle 11 di domenica mattina e trovare posto per pranzo in un locale pieno per tre quarti è un fatto inspiegabile per chi ha mangiato almeno una volta qui. E lo è da qualunque punto di vista si valuti l’esperienza gastronomica, sia che si dia peso alla cucina, sia che si prendano in considerazione altri aspetti quali ambiente e servizio. Maria Luisa Zaia, moglie dell’istrionico oste Massimo Pulicati, vero mattatore di sala, ha trovato ormai da anni una sua cifra stilistica, con preparazioni che partono dal territorio rielaborandolo con tecnica e una certa dose di creatività. Per provare la sua cucina si può optare per uno dei tanti menù degustazione che partono dai 35€ per arrivare ai 62 del più completo “Nothing Else Matters”, tributo ai Metallica, oppure ordinando à la carte, con le signore a cui è concesso il vezzo di scegliere senza conoscere il prezzo. Il nostro ultimo pasto è cominciato con delle bollicine gentilmente offerte insieme a delle deliziose crocchette di riso cacio e pepe, seguite da una corroborante crema di lenticchie di Rascino con baccalà marinato, da un’ottima tartare di Fassona con cavolo rosso marinato all’arancia e dall’altrettanto valido nido di carciofo romanesco con spuma di pecorino, cubetti di pane e rosso marinato. Molto equilibrati, passando ai primi, i paccheri al ragù di cortile e caffè, con la polvere di quest’ultimo a dare la giusta astringenza per pulire il palato; li abbiamo preferiti agli strozzapreti con chiacchietegli (broccoletti), sgombro, salsiccia e pecorino romano, un po’ pasticciati nell’insieme. Saporiti e ben preparati, per proseguire, gli straccetti di Fassona con scarola, uvetta e pinoli, più delicato il petto di faraona con scarola liquida e Gorgonzola croccante, nonostante gli ingredienti lasciassero presagire il contrario. Chiusura con l’eccellente crema Maria Luisa e con l’altrettanto valida crema al cioccolato bianco con mousse al melograno e cialda di biscotto, seguite da un caffè leggermente sovraestratto.

AMBIENTE
Una casetta con un piccolo parcheggio ospita questo bel ristorante giocato su tre salette: a quella principale, infatti, se ne aggiunge una piccola con camino e un’altra in fondo in una veranda in muratura. Tutto è curato nei minimi dettagli, con gli splendidi tavoli in legno dal piano lasciato a vista generosamente dimensionati e spaziati.

SERVIZIO
Vale il prezzo del biglietto! L’Oste intrattiene tutti i tavoli con aneddoti da cui trasuda la passione per il proprio lavoro, in un’atmosfera davvero unica allietata dall’eccellente musica rock frutto della competenza nella scelta da parte del figlio Flavio.

Recensione a cura di: Roma de La Pecora Nera – ed. 2020 – www.lapecoranera.net

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