L’Anpi vuole Orban e l’Ungheria fuori dall’Europa. Ma la Cina non si può criticare

martedì 31 marzo 17:23 - di Redazione
Orban

L’Anpi vuole Orban e l’Ungheria fuori dall’Europa. Tutto perché il Parlamento ha votato i pieni poteri per il premier per fronteggiare la pandemia. Anche in tempi di emergenza sanitaria per  l’associazione partigiani il pensiero fisso è il pericolo sovranista che fa rima col pericolo fascista.

L’Anpi: Orban come Hitler e Mussolini

“La svolta ungherese è un’intollerabile ferita all’Ue perché contrasta con la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione che si basa ‘sul principio della democrazia e dello Stato di diritto’. Nel 75esimo della Liberazione esigiamo che l’Ue espella l’indegno regime ungherese che ha tradito il patto antifascista da cui è nata l’idea di Europa”. A chiederlo è la presidente dell’Associazione nazionale partigiani, Carla Nespolo.

“In Ungheria, l’attribuzione dei pieni poteri a Viktor Orban, con l’ignobile pretesto della pandemia, segna la nascita di un regime antidemocratico e autoritario. E svela il pericolo delle formazioni cosiddette sovraniste che nascondono dietro la parvenza democratica pulsioni nazionaliste e liberticide – denuncia l’Anpi – A chi vaneggia sulla legittimità formale di tale decisione va ricordato che anche Mussolini e Hitler andarono al potere con una copertura di legittimità”.

Per i cinesi invece pranzi di solidarietà

Come si vede, il nemico principale per l’Anpi non è il Covid 19 ma i fantasmi del passato.  Eppure la dittatura cinese non è così criticabile per l’associazione partigiani. Infatti proprio l’Anpi, quando il virus imperversava a Wuhan e nel resto della Cina, negava la necessità di misure di precauzione e, in nome della fratellanza universale e della solidarietà, organizzava pranzi con la comunità cinese in Italia per sconfiggere un inesistente razzismo. La parola d’ordine dell’Anpi e di tutta la sinistra era “abbraccia un cinese” mentre il virologo Burioni che ammoniva sui rischi purtroppo rivelatisi più che concreti veniva bollato come “fascioleghista”. Ora il nemico da additare, dopo il razzismo anti-cinese, è Orban. Non finiscono mai di scadere nel ridicolo e nel cattivo gusto.

 


Commenti

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  • Fabio Massimo Addarii 1 aprile 2020

    Possibile che questi inutili reperti di un passato morto e sepolto, capaci solo di succhiare denaro degli Italiani, debbano intervenire a ogni piè sospinto per fare dichiarazioni demenziali?

  • Antonio Lallo 1 aprile 2020

    Io Al posti di Orban farei il primo passo e uscire da questa gabbia di matti che e’ la UE non hanno bisogno di restarci riacquisterebbero la loro liberta’.

  • Roberto 1 aprile 2020

    Perfino nella Repubblica romana (Senatus Populusque Romanum) nella quale anche i Plebei ebbero i loro rappresentanti,nelle emergenze si istituiva un Dittatore; in casi particolari si sa che non possono essere tante teste a decidere, visto che la tempestività fa salvare vite…Oggi le sinistre, antidemocratiche per istituzione e definizione, si stracciano le vesti perché per una emergenza epocale, un paese attribuisce pro tempore ,poteri più ampi, ad un Presidente ELETTO DAL POPOLO, ignorando i golpe che i ns “democratici” hanno più volte perpetrato in Italia,dove pur di non fare le votazioni si inaugurano alleanze impensabili e improponibili, con la benedizione di Mattarella (garante della Democrazia?!?)….

  • Silvia Toresi 1 aprile 2020

    Ma anche la Cina è una dittatura o sbaglio?

  • rino 1 aprile 2020

    Non parli di liberazione una sinistra che ci ha resi schiavi della Germania. A cosa sono serviti i partigiani ai quali fanno sempre riferimento se loro nei fatti li hanno traditi?
    Sarebbe ora che l’intelligenza degli italiani la facesse finita con questa Anpi e la relegasse nell’angolo dei faziosi come merita. Di questo dovrebbero prendere atto anche quelle cariche istituzionali che costituzionalmente dovrebbero essere imparziali.

  • Cristiani Riccardo 1 aprile 2020

    La credibilità dell’ANPI è legata all’uscire dal monopolio di una sinistra che ha radici leniniste e marxiste. La lotta partigiana di liberazione è italiana con grande partecipazione cattolica. Quando l’Anpi pubblicamente sconfesserà i crimini partigiani commessi nel doipo guerra contro i cattolici preti, religiosi e laici? E non dicano che furono atti sporadici non ideologici.

    non

  • aldo 1 aprile 2020

    Anpi: sempre loro!
    Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave senza nocchier in gran tempesta, no donna di province, ma bordello !

    Come vorrei che l’ amata Patria fosse priva di esseri cosi stolti!

  • Sandy 1 aprile 2020

    Mia madre fu partigiana operativa, che rischiò varie volte la vita sia per i tedeschi che per i caccia americani che mitragliavano tutto quello che vedevano muoversi ,e socialista convinta e chissà perchè non volle mai iscriversi all’ANPI. Una volta glielo chiesi incuriosito e mi diede una risposta lapidaria: ” Sono un branco di cialtroni “. Sarebbe ora di abolire questa istituzione che non ha più ragione di esistere.

  • Fabio Massimo Purgatorio 1 aprile 2020

    W ORBAN GRANDE ESEMPIO!!

  • Rocco MASTROCOLA 1 aprile 2020

    Negli archivi RAI sarà ancora conservata una simpatica intervista al Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il quale, parlando delle tragedie del ‘900, pronunciò queste parole: “ Ricordatevi cari Compagni che di fronte al vostro amato Peppino Stalin, Hitler fa la figura del ladro di polli”

  • Bruno Cirio 1 aprile 2020

    Ma sti nipotini dei partigiani hanno mai letto l’ideologia fascista? Forse si per ciò la contrastano con tutte le poche forze che rimangono loro, inorridiscono al pensiero di doversi sbattere per la comunità, per lavorare con entusiasmo e prodigarsi per il prossimo per il bene di tutti. Ricordo negli anni 70, quando le bandiere rosse avevano voce in capitolo, il 30% di assenteismo nelle fabbriche era la norma.

  • Giuseppe Forconi 1 aprile 2020

    Ma come si lascia che un’associazione a delinquere di stampo criminoso come l’anpi di parlare, decidere, suggerire, comandare….???? Ma chi ca….. sono? Nessuno ancora li sbattuti fuori dai marroni, anzi gli viene anche pagata una sovvenzione per esistere, con il denaro di chi paga le tasse mentre che questi assurdi e stomachevoli aborti umani si sollazzano nelle loro sedi passando il tempo a giocare a carte e stronzeggiare su chi vogliono o non vogliono interferendo anche su altri Paesi. Anche se sono comunisti incarnati e il governo anche lo e’, ma potrebbe, per una volta, mettergli un tappo in bocca e richiamarli all’ordine. Ma gia’, tanto il governo come loro, vivono assillati dal fantasma del fascismo, ma esaltano i cinesi che sparano a vista se uno dubita. Forse anche loro avrebbero bisogno di un po’ di quella cura che tanto amano, andate figlioli, andate pure in Cina e magari anche in Siberia, vi farebbe veramente bene.

  • maurizio pinna 31 marzo 2020

    Se non hanno provveduto a farle sparire, nel 1946, giusto per prendere un anno sicuramente non di belligeranza, esistono o esistevano delle relazioni archiviate al Viminale e al Ministero della Difesa per cui presso ogni sede, seppur piccola, del PCI, era costituito un presidio di ex partigiani ARMATI, h24, con il compito di difendere da eventuali assalti la sede stessa e per provvedere in caso di necessità alla mobilitazioni dei compagni armati per la difesa del comunismo.
    E con questi precedenti molto democratici vanno a pensare ad Orban!

  • giovanni vuolo 31 marzo 2020

    Sbaglio, o Orban fa parte del PPE ? Se va fuori, dovrebbero dire addio anche all’egemonica guida del vecchio continente. In realtà il problema è il fantasma dell’impietoso confronto con l’operato del nostro governo. Infatti in tema di accentramento, non si apprezzano palpabili scostamenti dal comportamento di Conte. Le differenze sostanziali sono due : Orban, democraticamente eletto, prima di intervenire ha chiesto delega al parlamento; Conte no. Ma francamente, in situazioni così emergenziali, bisogna intervenire senza fronzoli : il coronavirus non rispetta i tempi delle procedure.
    Ma qui interviene l’altra scomoda differenza, perché
    Orban si è dimostrato tempestivo, Conte colpevolmente no.

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