Duello Usa-Cina. Pechino replica al “virus cinese” di Trump: “Voi avete quello del pregiudizio ideologico”

venerdì 20 Marzo 16:08 - di
Cina

Guerra fredda Usa-Cina sotto i colpi della pandemia.

Al “virus cinese” di Donald Trump Pechino replica con il “virus politico del pregiudizio ideologico”. E intanto nel gigante asiatico non si placano le ire nei confronti degli Stati Uniti. Basta insulti al Partito comunista cinese e ai media cinesi, la Cina vuole rispetto. Lo ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Pechino, Geng Shuang.

La Cina contrattacca gli Usa: a voi il virus del pregiudizio

“La Cina spera che gli Stati Uniti riflettano seriamente ed eliminino il loro virus politico del pregiudizio ideologico”. Così nel mezzo della guerra sull’informazione ai tempi del coronavirus. A inizio mese gli Stati Uniti avevano annunciato un  ridimensionamento degli accrediti concessi ai mediacinesi. E Pechino aveva risposto con l’espulsione di giornalisti dei principali quotidiani americani. Secondo la diplomazia cinese, è venuto “alla luce il pregiudizio ideologico profondamente radicato negli Stati Uniti“. ” “Se gli americani credono nella superiorità del loro sistema perché temere del Partito comunista cinese e dei media cinesi?”.

La lezione dell’influenza spagnola

“La Cina farà in modo che l’errore storico dell”influenza spagnola’ non si ripeta mai più”Lo scrive il Quotidiano del Popolo. Con un esplicito riferimento al binomio “virus cinese” che continua a risuonare negli Stati Uniti. Che Donald Trump continua a ripetere suscitando le ire della Repubblica comunista.

In questo rinnovato scambio di accuse la Cina punta il dito contro gli Usa. Che – scrive il giornale – hanno gestito “male” la battaglia contro il Covid-19. Poi il monito: “E’ destinato al fallimento qualsiasi tentativo di screditare la Cina. E la Cina contrasterà qualsiasi mossa volta a colpire i suoi interessi”. L’influenza spagnola, esplosa nel 1918, “contagiò 500 milioni di persone. E uccise tra i 50 e 100 milioni di persone” in tutto il mondo, scrive il Quotidiano del Popolo. E “il primo caso venne segnalato in America”. All’epoca”la narrativa internazionale era dominata dai Paesi che avevano vinto la Prima Guerra Mondiale. Oggi, nonostante il coronavirus sia stato inizialmente segnalato in Cina, non è ancora noto se l’epidemia si sia effettivamente originata nel Paese”.

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